13/11/2025 – Il Conto Termico 3.0 aggiorna il meccanismo di incentivazione per interventi di piccole dimensioni, con un’attenzione forte alla elettrificazione dei consumi e alla riqualificazione residenziale.
Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 e fissa l’entrata in vigore al 25 dicembre 2025; le nuove Regole applicative del GSE sono attese entro 60 giorni dall’entrata in vigore.
Nel perimetro politico e regolatorio l’evoluzione del Conto Termico 3.0 si intreccia con il recepimento di RED III, la direttiva europea sulle rinnovabili del 2023, approvata in via preliminare dal Consiglio dei Ministri l’8 ottobre 2025.
Il LiveTalk con Vaillant, che si è tenuto ieri in diretta sui canali social di Edilportale, ha inquadrato queste novità dal punto di vista tecnico e operativo, con un focus sulle soluzioni per le abitazioni e un caso reale presentato dagli esperti dell’azienda:
- Roberto Cortese, Associations & Public Affair Manager.
- Antonio Andricciola, Heat Pump Product Manager.
Chi può accedere e i casi-tipo nel residenziale
Il Conto Termico 3.0 conferma privati, imprese e PA tra i beneficiari, con una dotazione complessiva pari a 920 milioni di euro annui.
Per il settore residenziale privato, la misura è particolarmente interessante in presenza di vecchi generatori da sostituire e impianti con terminali esistenti. La prassi operativa suggerita prevede: verifiche preliminari su isolamento, temperature di mandata e spazi installativi; valutazione della configurazione impiantistica più adatta; confronto economico e stima dell’incentivo.
Nella casistica residenziale emergono scenari ricorrenti che un progettista incontra ogni giorno: abitazioni unifamiliari con radiatori, appartamenti in condominio con impianto centralizzato o autonomo, villette con radiante e profili di consumo differenti per ACS e riscaldamento.
Le novità del CT 3.0: tipologie installative per le pompe di calore
Roberto Cortese ha chiarito come la misura possa essere applicata senza stravolgere l’impianto esistente, anche mantenendo i radiatori quando le condizioni lo consentono.
“Il decreto amplia e dettaglia le configurazioni ammissibili per le pompe di calore, affiancando agli ibridi factory made soluzioni come bivalente e add-on. L’obiettivo è allargare il campo di applicazione e consentire percorsi di transizione compatibili con impianti e spazi esistenti”
Sistemi ibridi factory made
Accoppiano caldaia e pompa di calore con un rapporto di potenza definito e una termoregolazione di fabbrica che gestisce l’assetto in modo coordinato. Sono indicati quando si desidera una regia unica del sistema e si prevedono mandate medio-alte in alcune condizioni.
Sistemi bivalenti
Consentono l’accoppiamento tra apparecchi anche di produttori diversi, previa asseverazione di un tecnico abilitato che ne verifica compatibilità e sicurezza. Sono utili in impianti misti o dove si vuole ottimizzare il punto di bivalenza in funzione del clima e dei profili d’uso.
Pompe di calore add-on
Permettono di aggiungere una pompa di calore a una caldaia recente e funzionante. L’intervento è indicato quando gli spazi sono limitati o si desidera ridurre il consumo di gas senza sostituire subito il generatore esistente. L’add-on apre la strada a una migrazione graduale verso l’elettrico.
Caso study: riqualificazione di villa unifamiliare con il Conto Termico
Nel LiveTalk, Antonio Andricciola ha illustrato un intervento reale su una villa di 160 m² a Bevagna, con radiatori in acciaio alimentati da GPL, temperatura di progetto intorno a 55 °C.
La verifica preliminare ha consentito la soluzione monoenergetica con: pompa di calore aroTHERM plus monoblocco R290 da 12 kW, puffer 45 L, accumulo ACS 200 L, due fancoil canalizzati al piano superiore e mantenimento dei radiatori esistenti. L’impianto serve riscaldamento, raffrescamento e ACS.
Nell’analisi economica è stato confrontato il costo del kWh termico GPL con quello della pompa di calore. Con ipotesi di SCOP normativo 3,67 a 55 °C, il costo termico in pompa di calore risulta circa la metà rispetto al GPL; la misura su SCOP reale nei primi 12 mesi ha mostrato un valore intorno a 5, con costo termico stimato a 0,06 €/kWh. Il risparmio annuo calcolato sul fabbisogno è nell’ordine di 1.200 €.
Questa evidenza pratica conferma che clima locale, qualità dell’installazione e regolazione incidono in modo determinante sulle prestazioni in esercizio.
Conviene più il Conto Termico 3.0 oppure i bonus?
Il Conto Termico 3.0 eroga un contributo in conto capitale che riduce subito l’esborso iniziale e accorcia il payback su interventi macchina e componenti di sistema.
Nel caso illustrato, la comparazione tra Conto Termico 3.0, Conto Termico 2.0 ed Ecobonus 50% evidenzia:
- CT 3.0: spesa reale circa 7.315 €, payback 6 anni, incidenza bonus ~39%
- CT 2.0: spesa reale circa 8.585 €, payback 7 anni, incidenza bonus ~28%
- Ecobonus 50%: spesa reale circa 12.000 €, payback 6,6 anni, recupero in 10 anni
Il Conto Termico 3.0 risulta quindi efficace per abbattere l’investimento iniziale e diminuire il payback; le detrazioni massimizzano l’incentivo sull’orizzonte lungo, ma richiedono capienza fiscale e hanno tempi di recupero diluiti.
Il valore del Conto Termico 3.0 per pompe di calore in casa
Il Conto Termico 3.0 rende la pompa di calore una scelta ancora più concreta per la casa. Le nuove tipologie installative coprono molti casi reali e permettono strategie graduali o integrate.
Per il privato significa ridurre l’investimento iniziale, accorciare i tempi di ritorno e aumentare l’efficienza senza per forza rifare l’intero impianto. Per il progettista significa coerenza normativa, tracciabilità e strumenti per una migliore gestione del ciclo di vita dell’intervento.
Approfondisci le possibilità per il residenziale privato grazie al Conto Termico 3.0 guardando la puntata integrale del LiveTalk sui canali social di Edilportale.
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