Un edificio ben progettato deve poter essere usato da chiunque, senza aiuti esterni. Progettare spazi accessibili significa proprio questo. Per chi lavora su ambienti privati e pubblici non è un semplice adempimento burocratico. È un criterio di qualità che incide su funzionalità, sicurezza e valore dell’opera. In questo articolo analizziamo le norme di riferimento e le soluzioni operative del design inclusivo.
Cosa si intende per spazi accessibili
Gli spazi accessibili sono ambienti fruibili dal maggior numero possibile di persone, in autonomia e sicurezza. Gli utenti non sono solo le persone in carrozzina. Rientrano anziani, bambini, genitori con passeggino e chi ha disabilità temporanee o sensoriali. Anche chi trasporta un carico pesante beneficia di un percorso privo di ostacoli.
Spazi accessibili e abbattimento delle barriere: le differenze
L’abbattimento delle barriere architettoniche corregge ostacoli già presenti in un edificio esistente. Il design inclusivo, invece, integra le soluzioni fin dal concept. In questo modo gli spazi accessibili nascono tali, senza adattamenti successivi. Il risultato è più coerente, meno invasivo e quasi sempre più economico.
Il quadro normativo per gli spazi accessibili
In Italia la progettazione di spazi accessibili si fonda su tre riferimenti principali:
- Legge 13/1989: disciplina il superamento delle barriere negli edifici privati e impone la dichiarazione di conformità del professionista abilitato.
- DM 236/1989: è il regolamento tecnico di attuazione, con criteri di progetto e specifiche dimensionali per l’edilizia privata.
- DPR 503/1996: estende le regole a edifici, spazi e servizi pubblici.
A queste norme si aggiungono i regolamenti edilizi comunali, le leggi regionali e la normativa antincendio. I Comuni devono inoltre redigere i PEBA, i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Chi lavora su spazi pubblici deve coordinarsi con le loro previsioni.
I tre livelli di qualità degli spazi accessibili
Il DM 236/1989 definisce tre livelli di qualità dello spazio costruito. Scegliere quello corretto è il primo passo per progettare spazi accessibili conformi.
L’accessibilità è il livello più alto: consente la totale fruizione nell’immediato. La visitabilità garantisce l’accesso agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico. L’adattabilità è un’accessibilità differita. Lo spazio può essere trasformato in seguito, a costi limitati e senza modificare struttura e impianti comuni.

Requisiti per tipologia di spazi accessibili
La tabella sintetizza l’articolo 3 del DM 236/1989. Il livello richiesto dipende dalla destinazione d’uso dell’edificio.
| Tipologia | Requisito previsto |
|---|---|
| Case unifamiliari e plurifamiliari senza parti comuni | Adattabilità |
| Alloggi negli edifici residenziali plurifamiliari | Visitabilità: soggiorno o pranzo, un servizio igienico e i relativi percorsi |
| Parti comuni degli edifici residenziali | Accessibilità |
| Ambienti per attività sociali (scuole, sanità, cultura, sport) | Accessibilità |
| Sale per riunioni, spettacoli e ristorazione | Visitabilità: almeno una zona per il pubblico e un servizio igienico |
| Strutture ricettive | Parti comuni e un numero determinato di stanze accessibili |
| Luoghi di culto | Almeno una zona per i fedeli accessibile |
| Luoghi di lavoro non aperti al pubblico | Di norma adattabilità |
Negli edifici residenziali con non più di tre livelli fuori terra si può derogare all’installazione dei mezzi di accesso ai piani superiori. Deve però restare possibile installarli in seguito. L’ascensore è invece obbligatorio quando l’accesso all’unità più alta supera il terzo livello, contando anche interrati e porticati. Per gli spazi accessibili esterni è sufficiente almeno un percorso agevolmente fruibile.
I principi del design inclusivo per spazi accessibili
Il riferimento teorico è l’Universal Design, formalizzato negli anni Novanta in sette principi. Sono equità d’uso, flessibilità, uso semplice e intuitivo, informazioni percepibili e tolleranza all’errore. Completano l’elenco lo sforzo fisico ridotto e le dimensioni adeguate per avvicinamento e manovra.
Non sono regole prescrittive, ma criteri di verifica per ogni scelta. Un ingresso complanare unico per tutti, per esempio, applica l’equità d’uso meglio di un accesso secondario dedicato. Usati con metodo, questi principi rendono gli spazi accessibili coerenti dal concept al dettaglio esecutivo.
Fotografie da Archweb.com
Come progettare spazi accessibili negli interni
Negli interni gli spazi accessibili nascono da dettagli costruttivi precisi. Ogni scelta influisce sulla facilità d’uso quotidiana. Le specifiche dimensionali sono nel DM 236/1989. Qui indichiamo i criteri da applicare.
Percorsi, porte e collegamenti verticali
I percorsi devono essere continui e privi di dislivelli non raccordati. Le porte devono aprirsi con facilità da entrambi i lati. Sono consigliate quelle scorrevoli o ad anta a libro. Vanno evitate le porte girevoli e quelle a ritorno automatico non ritardato. Le porte vetrate richiedono segnali ben visibili e le maniglie a leva sono da preferire.
L’ascensore deve avere porte automatiche e una bottoniera utilizzabile anche dai non vedenti. Servono citofono, campanello d’allarme e segnalazione sonora dell’arrivo al piano. Servoscala e piattaforme elevatrici sono ammessi in alternativa, soprattutto negli interventi di adeguamento. Le scale richiedono gradini regolari, parapetto e corrimano di facile presa.
Servizi igienici e cucine negli spazi accessibili
Il bagno è il banco di prova più severo per gli spazi accessibili. Devono essere garantiti l’accostamento laterale alla tazza e quello frontale al lavabo a mensola. Servono corrimano e un campanello di emergenza vicino alla tazza. Sono da preferire rubinetti a leva, miscelatori termostatici e porte scorrevoli oppure con apertura verso l’esterno. La doccia a filo pavimento è più pratica della vasca.
In cucina gli apparecchi vanno disposti sulla stessa parete o su pareti contigue. Sotto il piano di lavoro e sotto i principali apparecchi serve un vano vuoto. Così l’accostamento è agevole anche da seduti.
Pavimenti, colori e luce
I pavimenti devono essere orizzontali e complanari tra loro. Nelle parti comuni e di uso pubblico non devono essere sdrucciolevoli. Gli eventuali dislivelli vanno segnalati con variazioni cromatiche, e gli spigoli delle soglie arrotondati. Grigliati e zerbini non devono diventare un ostacolo per ruote e bastoni.
Il contrasto tra pavimenti e rivestimenti delle pareti rende leggibili i limiti dell’ambiente. Porte, interruttori e corrimano dovrebbero distinguersi dallo sfondo. L’illuminazione deve essere uniforme, senza abbagliamenti né zone d’ombra. Sulle scale è preferibile una luce laterale, con comandi individuabili al buio.

Spazi accessibili pubblici ed esterni
Negli ambiti pubblici gli spazi accessibili si progettano partendo dalla catena degli spostamenti. Parcheggio, percorso esterno, ingresso e servizi devono formare un tragitto continuo. Un solo anello debole compromette l’intero sistema.
I percorsi devono essere semplici e regolari, privi di strozzature e ostacoli. Dove si raccordano al livello stradale servono rampe continue e ben segnalate. Le intersezioni con le zone carrabili vanno rese percepibili anche ai non vedenti. Arredi urbani e segnaletica non devono ridurre la larghezza utile del passaggio.
Spazi accessibili in hotel, negozi e ristoranti
Le strutture ricettive devono avere tutte le parti comuni accessibili. Devono inoltre garantire un numero minimo di stanze accessibili, proporzionato alle dimensioni della struttura. Le stanze vanno collocate preferibilmente ai piani bassi, vicino a un luogo sicuro statico o a una via di esodo accessibile. In ogni camera accessibile è opportuno un allarme sonoro e luminoso.
Nelle sale di ristorazione basta una zona accessibile, con un servizio igienico raggiungibile. Nei locali aperti al pubblico devono essere accessibili gli spazi di relazione. Banconi e piani di appoggio devono avere almeno una parte utilizzabile da persone in carrozzina.

Spazi accessibili per le disabilità sensoriali e cognitive
Un ambiente davvero inclusivo considera anche vista, udito e orientamento. Il DM 236/1989 considera barriera anche la mancanza di segnalazioni adeguate. Le soluzioni più diffuse sono:
- percorsi tattilo-plantari per persone cieche o ipovedenti;
- mappe tattili e segnaletica con scritte in Braille;
- apparecchi fonici per le indicazioni ai non vedenti;
- segnali luminosi associati agli allarmi sonori;
- punti di riferimento ben riconoscibili lungo i percorsi.
Il concetto chiave è il wayfinding, cioè la capacità di orientarsi in un ambiente. Riferimenti visivi costanti riducono stress e disorientamento. Questo vale soprattutto per anziani e persone con disturbi cognitivi.
Sicurezza ed evacuazione
Gli spazi accessibili devono esserlo anche in emergenza. Il DM 236/1989 prevede ambienti protetti, detti luoghi sicuri statici, dove attendere i soccorsi. Devono essere resistenti al fuoco e raggiungibili in autonomia dalle persone disabili. La norma privilegia la suddivisione in compartimenti antincendio rispetto alle sole scale di sicurezza. Ogni soluzione va coordinata con la normativa antincendio vigente.
Domande frequenti
Quali documenti servono per progettare spazi accessibili?
Servono elaborati tecnici che evidenzino le soluzioni adottate. Il DM 236/1989 richiede anche una relazione specifica. La Legge 13/1989 impone la dichiarazione di conformità del professionista abilitato. Per l’adattabilità le soluzioni vanno descritte con elaborati grafici dedicati.
Per gli spazi accessibili sono ammesse soluzioni alternative?
Sì, purché rispondano alle esigenze sottese ai criteri di progetto. La relazione deve illustrare l’alternativa e la qualità equivalente o migliore degli esiti.
Si possono trasformare edifici esistenti in spazi accessibili?
Sì, nella maggior parte dei casi. Nelle ristrutturazioni sono ammesse deroghe solo per dimostrata impossibilità tecnica, legata a strutture o impianti. Vanno inoltre rispettate le norme di tutela dei beni ambientali, storici e culturali. Le deroghe sono concesse dal sindaco, previo parere favorevole dell’Ufficio Tecnico comunale. Anche piccoli interventi producono benefici concreti.
Perché l’accessibilità è un valore per il progettista
La popolazione invecchia e la domanda di ambienti fruibili cresce. Un design inclusivo ben integrato passa inosservato: l’ambiente appare semplicemente comodo e risolto. Per il professionista diventa un elemento distintivo, apprezzato da committenti pubblici e privati. In sintesi, progettare spazi accessibili significa costruire luoghi migliori per tutti.
Fotografia di Copertina di Konstantin Pelikh da Depositphotos.com


