Progettare una chiesa significa dare forma a uno spazio nel quale esigenze funzionali, significati simbolici e vita comunitaria si incontrano. L’architettura religiosa richiede la conoscenza della liturgia, ma anche la capacità di interpretarla attraverso la composizione degli spazi, la luce, i materiali e le tecniche costruttive.
La chiesa contemporanea non è vincolata a un linguaggio architettonico prestabilito. La sua progettazione deve tuttavia rispettare una precisa organizzazione liturgica, traducendola in un organismo coerente e riconoscibile.
Il programma funzionale e l’organizzazione degli spazi
L’aula liturgica costituisce lo spazio principale, destinato ad accogliere l’assemblea dei fedeli. Il presbiterio ospita l’altare, l’ambone e la sede del celebrante, mentre altri ambienti sono destinati al battesimo, alla riconciliazione, alla custodia eucaristica e alle attività di servizio.
Quando la chiesa appartiene a un complesso parrocchiale, il programma comprende anche sale per il catechismo, spazi comunitari e uffici. La distribuzione deve garantire collegamenti funzionali, percorsi accessibili e, dove necessario, ingressi indipendenti.
La composizione dell’aula liturgica
La disposizione dell’assemblea rappresenta uno degli aspetti centrali del progetto. Lo schema longitudinale organizza lo spazio lungo un asse principale, dall’ingresso al presbiterio. Soluzioni semicircolari, radiali o a ventaglio permettono invece di raccogliere i fedeli intorno all’area liturgica, riducendo le distanze e modificando le relazioni visive.
La riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II ha rafforzato il principio della partecipazione attiva dei fedeli, senza imporre una specifica configurazione planimetrica.
La scelta della geometria deve quindi considerare dimensioni dell’assemblea, visibilità dell’altare, acustica e percorsi processionali. La centralità dell’assemblea è un principio liturgico che deve trovare una risposta architettonica, non necessariamente una forma geometrica centrale.
Il presbiterio e i luoghi della celebrazione
Il presbiterio deve essere chiaramente distinguibile dall’aula, attraverso un rialzo o altri elementi architettonici. La sua organizzazione si fonda sulla relazione tra altare, ambone e sede del celebrante.
L’altare costituisce il centro della celebrazione eucaristica, l’ambone è il luogo della proclamazione della Parola, mentre la sede esprime la funzione di presidenza della celebrazione.
Anche il fonte battesimale assume un preciso significato spaziale. Può essere collocato vicino all’ingresso, richiamando simbolicamente l’accesso alla comunità cristiana, oppure in un ambiente appositamente progettato.

Nella chiesa di Santa Maria Assunta a Riola, Alvar Aalto organizza un’aula a navata unica e pianta asimmetrica, con il battistero collocato lateralmente, a una quota leggermente ribassata. La soluzione mostra come i diversi luoghi liturgici possano essere distinti e al tempo stesso partecipare alla composizione unitaria dell’aula.
Luce, simbolismo e forma architettonica
La luce naturale partecipa alla definizione dello spazio sacro. Aperture laterali, lucernari e sistemi di illuminazione indiretta possono evidenziare gli elementi liturgici, articolare i volumi e accompagnare il percorso dei fedeli.
Anche la geometria può assumere significati simbolici. La croce, il cerchio, la verticalità e l’orientamento dell’edificio appartengono alla tradizione cristiana, ma possono essere reinterpretati attraverso linguaggi contemporanei.

Nella chiesa di Papa Giovanni XXIII a Seriate, Mario Botta utilizza quattro grandi lucernari a sezione triangolare che emergono dalla copertura e introducono luce zenitale nell’aula. La geometria delle aperture contribuisce alla definizione volumetrica dell’edificio, stabilendo una stretta relazione tra forma e illuminazione.
Il simbolismo può quindi trovare espressione nelle proporzioni, nei percorsi, nella struttura e nella configurazione dello spazio, senza dipendere necessariamente dall’aggiunta di elementi decorativi.
Struttura, materiali e qualità ambientale
La scelta del sistema strutturale condiziona la composizione dell’aula, spesso caratterizzata da grandi luci e dalla necessità di limitare i sostegni intermedi.
Calcestruzzo armato, acciaio, legno lamellare e sistemi misti consentono differenti soluzioni geometriche e costruttive. La struttura può rimanere nascosta oppure assumere un ruolo espressivo, contribuendo alla definizione dell’architettura.

Nella Chiesa dell’Autostrada del Sole, Giovanni Michelucci utilizza murature in pietra e una complessa struttura in cemento armato che sostiene la copertura a tenda, rivestita in rame. Gli elementi portanti diventano parte integrante della composizione, determinando l’articolazione dello spazio interno.
Anche i materiali di finitura devono essere valutati in rapporto alla luce, all’acustica e alla manutenzione. La geometria delle superfici deve favorire l’intelligibilità della parola, garantendo condizioni adeguate al canto e alla musica.
Comfort termico, ventilazione, illuminazione artificiale e accessibilità devono essere considerati fin dalle prime fasi progettuali, come componenti integrate nell’organizzazione dell’edificio.
La chiesa e il contesto urbano
La chiesa contemporanea stabilisce relazioni non soltanto con la comunità religiosa, ma anche con il quartiere e il paesaggio circostante.
Il sagrato costituisce uno spazio di mediazione tra città ed edificio, destinato all’incontro, all’accoglienza e ad alcune attività liturgiche. La sua posizione, le dimensioni e i collegamenti pedonali partecipano alla definizione dell’intero complesso.
La riconoscibilità dell’architettura religiosa può derivare dalla composizione dei volumi, dalla presenza di un campanile oppure dal rapporto con gli spazi pubblici, senza richiedere necessariamente forme monumentali.
Esempi di architettura sacra contemporanea
Tre realizzazioni mostrano come il tema dell’architettura religiosa possa essere affrontato attraverso differenti soluzioni formali, strutturali e compositive.
Chiesa dell’Autostrada del Sole, Giovanni Michelucci, 1964
L’articolazione dei percorsi, delle murature in pietra e della copertura a tenda definisce uno spazio nel quale struttura e composizione risultano strettamente connesse. L’edificio interpreta il tema religioso attraverso un’architettura organica, priva di una facciata tradizionale.
Vedi la nostra galleria del progetto ►
Chiesa di Dio Padre Misericordioso, Richard Meier, 2003
Il progetto si fonda sul rapporto tra geometrie rettilinee e tre grandi superfici curve in calcestruzzo bianco. Le vetrate introducono luce naturale, mentre le pareti curve definiscono il volume dell’aula liturgica.
Vedi la nostra galleria del progetto ►
Chiesa di San Francesco d’Assisi al Fopponino, Gio Ponti, 1964
La grande facciata, estesa lateralmente rispetto al corpo della chiesa, delimita uno spazio aperto verso la città. Il progetto evidenzia il ruolo urbano del prospetto, che contribuisce alla definizione del sagrato e della relazione con il quartiere.
Vedi la nostra galleria del progetto ►
Conclusione
Progettare una chiesa contemporanea significa trovare un equilibrio tra esigenze liturgiche, composizione architettonica e possibilità costruttive. La qualità del progetto nasce dalla capacità di integrare spazio, luce, struttura e materiali in un insieme coerente, capace di esprimere il significato religioso dell’edificio e rispondere alle necessità della comunità.
In copertina: Chiesa di San Francesco d’Assisi al Fopponino, Gio Ponti, 1961. Vetrate policrome nella navata laterale della chiesa.




