In Lombardia il Bando Sismica 2026 mette a disposizione 350.000 euro per sostenere le funzioni comunali in materia sismica. Tra le spese ammesse figurano incarichi professionali, formazione e verifiche tecniche. Possono partecipare 202 Comuni individuati dalla Regione: domande entro il 30 ottobre, alle ore 16.00.
Aggiungi Ingenio alle tue fonti preferite
Direttamente su Google, senza notifiche o iscrizioni
Aggiungi Ingenio su Google
Il Bando Sismica 2026 di Regione Lombardia sostiene le spese dei Comuni per l’esercizio delle competenze sulle costruzioni e sulla vigilanza in zona sismica. È rivolto agli enti individuati dagli atti regionali: la domanda si presenta esclusivamente sulla piattaforma Bandi e Servizi.
Bando Sismica Lombardia 2026: domande entro il 30 ottobre
Scade il 30 ottobre 2026, alle ore 16.00, il termine per richiedere i contributi di Regione Lombardia destinati a sostenere le spese comunali per l’esercizio delle funzioni in materia di costruzioni e vigilanza in zona sismica, trasferite dalla legge regionale 33/2015.
La misura, aperta dal 15 settembre, dispone di 350.000 euro per l’annualità 2026. Le domande devono essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi.
Scarica il Bando Sismica 2026 (Lombardia)
Quali Comuni possono ottenere il contributo
La misura riguarda 202 Comuni potenzialmente beneficiari, singoli o associati: 57 classificati in zona sismica 2 e 145 in zona sismica 3.
L’appartenenza a queste zone non è sufficiente: occorre anche il requisito di accelerazione massima al suolo ag > 0,125 g e l’inclusione nell’Allegato A della d.g.r. XII/5992 del 13 aprile 2026. L’elenco regionale è pertanto il riferimento da consultare per verificare l’accesso.
Scarica i criteri di assegnazione
Quanto spetta: massimali e risorse disponibili
La dotazione complessiva è di 350.000 euro. I massimali ordinari sono:
| Classificazione del Comune ammesso | Contributo massimo |
|---|---|
| Zona sismica 2 | 5.000 euro |
| Zona sismica 3 | 2.500 euro |
Le domande ammissibili sono finanziate secondo l’ordine di arrivo, fino a esaurimento delle risorse. Gli eventuali fondi non richiesti possono alimentare una premialità per i Comuni ammessi di zona 2, proporzionata alle autorizzazioni sismiche rilasciate nel 2025 prima dell’avvio dei lavori, nelle fattispecie indicate dagli atti regionali.
Spese ammesse: dagli incarichi professionali alle verifiche tecniche
Il bando ammette esclusivamente le seguenti voci, riferite a spese sostenute nel 2026:
- straordinari del personale comunale della struttura tecnica competente;
- manutenzione evolutiva del sistema informativo interoperabile per le pratiche edilizie e sismiche;
- incarichi professionali di supporto alle competenze trasferite;
- formazione in ambito sismico del personale interessato;
- gestione associata delle competenze;
- gestione mediante convenzioni con associazioni di enti locali;
- verifiche tecniche previste dall’articolo 2, comma 3, dell’OPCM 3274/2003.

Perché interessa progettisti e uffici tecnici
Il punto di interesse professionale è il sostegno alla capacità tecnica e amministrativa degli enti. La deliberazione regionale richiama espressamente la complessità della gestione delle pratiche e della valutazione degli aspetti ingegneristici, geologici e geotecnici.
Per un professionista esterno, la presenza degli incarichi tra le spese ammissibili è un elemento da conoscere, ma non equivale a un affidamento automatico. Analogamente, il riferimento alle verifiche tecniche non consente di presentare la misura come un finanziamento generalizzato degli interventi di miglioramento o adeguamento sismico: la finalità resta il supporto alle funzioni comunali.
Domanda e rendicontazione: le attenzioni operative
La domanda va trasmessa attraverso Bandi e Servizi, cercando il codice RLZ12026054731.
Occorre verificare per tempo la profilazione: il bando avverte che la verifica può richiedere fino a 16 ore lavorative. Fa fede l’invio al protocollo, non il semplice salvataggio della domanda. La rendicontazione finale scade il 31 dicembre 2026 alle ore 16.00; il pagamento avviene in un’unica soluzione dopo le verifiche previste.
Per gli enti interessati, il primo passaggio è verificare l’inclusione nell’elenco regionale e confrontare le spese con le voci ammesse, preparando la documentazione prima della scadenza.
Fonti da collegare nell’articolo





