Impianto domotico: come funziona, costi, installazione

Un impianto domotico mette in comunicazione sensori, attuatori e controller per gestire in modo coordinato luci, tapparelle, climatizzazione, sicurezza e consumi. Può essere cablato su bus, come KNX, wireless o ibrido, e la scelta dipende dall’edificio, dal tipo di intervento e dal budget. Nel 2026 il bonus domotica – previsto nel perimetro dell’Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni – resta al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, per sistemi di building automation almeno in classe B. 

Domotica e smart home: soluzioni innovative per l’abitare intelligente

Nel 2025 il mercato italiano della smart home ha superato per la prima volta il miliardo di euro, con una crescita dell’11% sul 2024, secondo la ricerca dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano presentata a febbraio 2026. Oltre sei italiani su dieci possiedono almeno un dispositivo smart, ma una parte consistente di questi oggetti lavora ancora in modo isolato, ciascuno con la propria app.
Un impianto domotico in realtà integra gli impianti dell’abitazione in un unico sistema progettato, nel quale illuminazione, oscuranti, climatizzazione, sicurezza e gestione dei carichi elettrici condividono informazioni e funzionano secondo logiche comuni. Ciò significa che progettisti e installatori devono lavorare su architettura, protocolli, norme impiantistiche e requisiti di efficienza energetica, oltre che sui dispositivi. 

Cos’è un impianto domotico

Il termine domotica deriva dal latino domus, casa e un impianto domotico è l’insieme di dispositivi, cablaggi e software che automatizza e coordina gli impianti tecnici di un’abitazione. I componenti si scambiano dati attraverso un protocollo di comunicazione comune e reagiscono a comandi manuali, programmi orari, scenari o informazioni rilevate dai sensori. 

Cos'è un impianto domoticoCos'è un impianto domotico

Domotica, smart home e building automation vengono spesso usati come sinonimi, ma nella pratica professionale indicano approcci differenti.

  • Con domotica si intende di norma un sistema integrato nell’impianto elettrico, progettato e configurato da un installatore o da un system integrator.
  • Smart home descrive in senso più ampio la casa dotata di dispositivi connessi, spesso wireless e aggiunti nel tempo, gestiti tramite app e assistenti vocali.
  • Building automation è il termine usato per edifici terziari e di grandi dimensioni, dove il controllo riguarda anche impianti HVAC centralizzati e il monitoraggio energetico; le norme tecniche parlano in questo caso di BACS, Building Automation and Control Systems.

Un impianto domotico può essere cablato, wireless o ibrido, così come una smart home può appoggiarsi a un cablaggio dedicato. Più del mezzo trasmissivo contano il grado di integrazione tra gli impianti e la presenza di una progettazione a monte. 

Come funziona un impianto domotico: architettura e componenti

Ogni impianto domotico, a prescindere dal protocollo, si regge su quattro famiglie di componenti collegate da una rete di comunicazione. I sensori raccolgono informazioni, la logica le elabora, gli attuatori eseguono i comandi e le interfacce consentono all’utente di intervenire.

Sensori

I sensori rilevano grandezze fisiche ed eventi. In ambito residenziale i più diffusi misurano temperatura e umidità, presenza e movimento, luminosità, apertura di porte e finestre, fumo, gas e allagamento. All’esterno le stazioni meteo forniscono dati su vento, pioggia, irraggiamento e temperatura, utili per gestire schermature e tapparelle. Sensori di qualità dell’aria, come quelli per la CO2, permettono di collegare la ventilazione meccanica alle reali condizioni dell’ambiente.

AirQ Sensor di Airzone, dispositivo per il monitoraggio e il controllo della qualità dell’aria negli ambienti interniAirQ Sensor di Airzone, dispositivo per il monitoraggio e il controllo della qualità dell’aria negli ambienti interni

AirQ Sensor di Airzone è il dispositivo intelligente che monitora la qualità dell’aria indoor, rilevando CO₂, particolato PM₂,₅ e PM₁₀ e composti organici volatili (COV). Integrato con gli impianti HVAC compatibili, consente di gestire automaticamente ventilazione e purificazione per migliorare il comfort e la salubrità degli ambienti.

Attuatori

Gli attuatori trasformano i comandi in azioni sugli impianti. Rientrano in questa famiglia i relè per luci e prese, i dimmer, gli attuatori per tapparelle, tende e veneziane, le testine elettrotermiche e le valvole per la regolazione dei singoli ambienti. Nei quadri elettrici trovano posto i moduli su guida DIN, mentre i dispositivi da incasso si installano nelle scatole portafrutti.

Logica di controllo, centralina e gateway

La logica può essere distribuita o centralizzata. Nei sistemi bus decentralizzati, come KNX, ogni dispositivo dispone di un proprio microprocessore e comunica direttamente con gli altri, senza una centrale che governi l’impianto. I sistemi centralizzati prevedono invece una centralina domotica, chiamata anche server o hub, che riceve i segnali dai sensori, applica regole e scenari e invia i comandi agli attuatori.

I gateway mettono in comunicazione protocolli diversi. Un gateway KNX/DALI collega il bus domotico agli apparecchi di illuminazione, un’interfaccia IP apre l’impianto alla rete domestica e al controllo remoto, altri moduli integrano pompe di calore, impianti fotovoltaici o sistemi di videocitofonia.

Interfacce utente

Il controllo avviene attraverso pulsanti tradizionali o multifunzione, touch panel a parete, app per smartphone e tablet, assistenti vocali. In un impianto ben progettato le funzioni principali restano utilizzabili anche dai comandi locali, senza dipendere dalla connessione internet.

Rete di comunicazione

I dispositivi dialogano attraverso un mezzo trasmissivo. Le opzioni sono il doppino bus dedicato, le onde convogliate sulla linea elettrica, la radiofrequenza e la rete IP, cablata o Wi-Fi. Lo stesso standard KNX prevede tutti questi mezzi, che possono convivere nello stesso impianto. 

Impianto domotico cablato o wireless: le differenze

La scelta tra impianto cablato e wireless dipende dal tipo di intervento, dalla dimensione dell’edificio e dal livello di affidabilità richiesto. Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni complete prevale il cablato, nella riqualificazione di abitazioni abitate il wireless. Le soluzioni ibride uniscono i due approcci, con un bus per le funzioni principali e dispositivi radio per ampliamenti successivi.

Impianto domotico cablato

Nei sistemi cablati i dispositivi comunicano su un cavo bus dedicato, separato dalla linea di potenza. Il riferimento è KNX, standard aperto riconosciuto a livello europeo (serie EN 50090) e internazionale (ISO/IEC 14543-3), supportato da centinaia di produttori e configurato con il software ETS. Esistono anche bus proprietari, sviluppati dai singoli costruttori e compatibili solo con i rispettivi dispositivi. Il cablaggio richiede tubazioni e scatole predisposte, ma garantisce stabilità di comunicazione, assenza di batterie e un ciclo di vita lungo.

Homematic IP Wired di eQ-3 è un sistema domotico cablato Homematic IP Wired di eQ-3 è un sistema domotico cablato

Homematic IP Wired di eQ-3 è un sistema domotico cablato che, grazie alla comunicazione su bus ad anello, garantisce stabilità, sicurezza e continuità operativa. Destinato a nuove costruzioni e ristrutturazioni complete è compatibile con i dispositivi wireless Homematic IP, permette di gestire illuminazione, climatizzazione, sicurezza e consumi energetici, con controllo locale o da remoto tramite app.

Impianto domotico wireless

I sistemi wireless usano protocolli radio. Zigbee e Z-Wave formano reti mesh nelle quali ogni dispositivo alimentato da rete può ripetere il segnale; Z-Wave opera in Europa nella banda degli 868 MHz, Zigbee a 2,4 GHz. Thread, anch’esso a 2,4 GHz e a maglia, è la rete a basso consumo su cui si appoggia Matter, lo standard di interoperabilità promosso dalla Connectivity Standards Alliance. Matter è un livello applicativo basato su IP che funziona su Thread, Wi-Fi ed Ethernet, ha debuttato nell’ottobre 2022 ed è arrivato alla versione 1.6 nel giugno 2026. Il Wi-Fi resta diffuso per telecamere ed elettrodomestici, che richiedono più banda.
Il wireless evita opere murarie e consente di partire con pochi dispositivi. Richiede però attenzione a copertura radio, interferenze, gestione delle batterie e aggiornamenti del firmware.

Tabella di confronto

Impianto domotico cablato e wireless a confronto
Criterio Impianto cablato (bus) Impianto wireless
Mezzo di comunicazione Cavo bus dedicato (es. KNX TP) Radiofrequenza (Zigbee, Z-Wave, Thread, Wi-Fi)
Opere murarie Tubazioni e scatole predisposte Assenti o minime
Stabilità della comunicazione Elevata, non soggetta a interferenze radio Dipende da copertura, distanze e materiali delle murature
Alimentazione dei dispositivi Dal bus o dalla rete elettrica Rete elettrica o batteria
Manutenzione Ridotta Sostituzione batterie, aggiornamenti firmware
Espandibilità Legata alla predisposizione iniziale Elevata, per singoli dispositivi
Costo iniziale Più alto (cablaggio, programmazione) Più basso, distribuito nel tempo
Intervento tipico Nuova costruzione, ristrutturazione completa Casa abitata, interventi graduali

Quali dispositivi si possono collegare a un impianto domotico

L’illuminazione è l’ambito di partenza più comune. Accensioni, regolazione dell’intensità e, con gli apparecchi compatibili, della temperatura di colore possono essere legate alla presenza di persone e alla luce naturale disponibile. Gli scenari richiamano con un solo comando configurazioni predefinite per più ambienti.

Tapparelle, tende e veneziane motorizzate si gestiscono per singolo serramento, per facciata o per l’intera abitazione. Con una stazione meteo il sistema può calcolare la posizione del sole, ridurre l’abbagliamento, limitare il surriscaldamento estivo e sfruttare gli apporti solari d’inverno.

La stazione meteo KNX di Hager Bocchiotti La stazione meteo KNX di Hager Bocchiotti

La stazione meteo KNX di Hager Bocchiotti rileva pioggia, vento, luminosità e temperatura esterna e, grazie al GPS integrato, calcola la posizione del sole per gestire automaticamente tapparelle e schermature solari. Le funzioni di recupero calore in inverno e di protezione dal surriscaldamento in estate regolano le ombreggiature in modo da ridurre i consumi per riscaldamento e raffrescamento e ottimizzare il comfort indoor.

Sul fronte della climatizzazione la domotica regola la temperatura stanza per stanza, interviene su caldaie, pompe di calore e impianti radianti e coordina la ventilazione meccanica controllata in base a umidità e qualità dell’aria. È l’area con il maggiore impatto sui consumi ed è quella collegata agli incentivi fiscali.

Sicurezza e accessi comprendono antintrusione, videosorveglianza, videocitofonia, serrature motorizzate, rilevazione di fumo, gas e allagamenti, con elettrovalvole che chiudono le utenze in caso di allarme.

AMZ Z-Wave di FAKRO è la tenda parasole per finestre da tetto dotata di tecnologia domotica wirelessAMZ Z-Wave di FAKRO è la tenda parasole per finestre da tetto dotata di tecnologia domotica wireless

AMZ Z-Wave di FAKRO è la tenda parasole esterna per finestre da tetto dotata di tecnologia domotica wireless, che consente di gestire le schermature solari tramite telecomando o interruttore a parete. Grazie alla regolazione automatica in funzione dell’irraggiamento solare, contribuisce a migliorare il comfort termico della mansarda e a ridurre i consumi energetici per la climatizzazione.

La gestione dell’energia riguarda il monitoraggio dei consumi, il controllo dei carichi per evitare il superamento della potenza contrattuale e la programmazione degli elettrodomestici, della ricarica del veicolo elettrico o della pompa di calore nelle ore di maggiore produzione dell’impianto fotovoltaico. Completano il quadro irrigazione, diffusione audio e controllo di prese e piccoli elettrodomestici.

Esempio di schema: luci, tapparelle e riscaldamento

Uno scenario tipico in un’abitazione con impianto KNX mostra come gli impianti cooperano.

Uno scenario tipico in un'abitazione con impianto KNX mostra come gli impianti cooperano.Uno scenario tipico in un'abitazione con impianto KNX mostra come gli impianti cooperano.

Immagine generata con IA

  1. La stazione meteo rileva irraggiamento elevato su una facciata e invia il dato sul bus.
  2. Gli attuatori delle tapparelle di quella facciata abbassano le lamelle per limitare abbagliamento e apporti di calore.
  3. I sensori di luminosità negli ambienti rilevano il calo di luce naturale e i dimmer compensano solo dove serve.
  4. Il contatto magnetico segnala una finestra aperta e il termostato di quella stanza chiude la valvola del riscaldamento.
  5. Con il comando “esco di casa” si spengono le luci, si chiudono le tapparelle, il riscaldamento passa in modalità economy e si attiva l’antintrusione. 

Impianto domotico in una casa esistente senza ristrutturare

Un’abitazione esistente può diventare domotica senza demolizioni. I sistemi wireless sono la soluzione più diretta: attuatori radio da incasso si inseriscono nelle scatole portafrutti dietro gli interruttori esistenti, mentre termostati, valvole termostatiche elettroniche, sensori e motori per tapparelle si installano senza tracce nelle murature. L’impianto può crescere per stanze o per funzioni, partendo da quelle con il ritorno più rapido, come la termoregolazione.

Domotica e smart home: soluzioni innovative per l’abitare intelligenteDomotica e smart home: soluzioni innovative per l’abitare intelligente

Quando le tubazioni hanno spazio libero, anche un bus cablato può essere posato nei condotti esistenti, nel rispetto delle prescrizioni CEI sulla coesistenza tra circuiti di sicurezza a bassissima tensione e circuiti di potenza. È una scelta che conviene valutare con l’installatore prima di optare per il solo wireless.

Nel retrofit occorre verificare la copertura radio nei diversi ambienti, soprattutto con murature spesse o solai in calcestruzzo armato, e la compatibilità dei dispositivi con un unico ecosistema. Matter, lo standard che consente a dispositivi di marchi diversi di funzionare con la stessa app o con lo stesso hub, semplifica la scelta dei componenti. Non tutte le tipologie di prodotto sono però ancora previste: wallbox e sistemi di accumulo domestico, per esempio, in molti casi richiedono ancora l’app del produttore. Sul ruolo di questi sistemi negli interventi sull’esistente si veda anche Domotica e building automation: che ruolo hanno nelle ristrutturazioni. 

Progettazione e installazione dell’impianto domotico

I livelli della norma CEI 64-8

Per gli impianti elettrici residenziali il riferimento è il capitolo 37 della Parte 3 della norma CEI 64-8, che definisce dotazioni minime su tre livelli prestazionali. Il livello 1 è il minimo ammesso, il livello 2 garantisce una maggiore fruibilità, il livello 3 è il livello domotico, pensato per unità immobiliari con dotazioni impiantistiche ampie e innovative. Come precisa la stessa norma, i livelli non sono collegati alle classi di prestazione energetica dell’immobile. Installare qualche presa smart o una lampadina connessa non porta un impianto al livello 3, che presuppone un sistema di automazione integrato.

DM 37/2008 e dichiarazione di conformità

L’impianto domotico è parte dell’impianto elettrico e rientra quindi nel DM 37/2008. Deve essere realizzato da un’impresa abilitata, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità, e nei casi previsti dall’articolo 5 del decreto il progetto deve essere redatto da un professionista iscritto all’albo. Gli eventuali interventi sugli impianti termici seguono le regole dello stesso decreto per la relativa categoria di impianto.

Il ruolo del system integrator

La programmazione di un impianto bus richiede competenze specifiche. Il system integrator definisce l’architettura, configura i dispositivi, imposta logiche e scenari e integra sottosistemi di produttori diversi. Per KNX esiste un percorso di certificazione dei professionisti gestito dall’associazione KNX. A fine lavori è buona prassi consegnare al committente la documentazione as built e il file di progetto della configurazione, che consente a un altro tecnico di intervenire in futuro.

La predisposizione

Anche quando l’automazione viene rinviata, la predisposizione in fase di cantiere evita interventi successivi sulle murature. Comprende tubazioni dedicate al bus, scatole di derivazione e portafrutti di profondità adeguata, spazio in quadro per i moduli su guida DIN e un punto rete per il collegamento dell’impianto alla rete domestica. 

Quanto costa un impianto domotico

Il costo di un impianto domotico non ha un valore di riferimento univoco. A parità di superficie, un appartamento di 100 mq può richiedere una spesa contenuta per la sola termoregolazione wireless o un investimento molto più alto per un impianto bus che gestisca tutte le funzioni. Più della metratura pesano il numero di punti controllati, il protocollo, il tipo di intervento e il livello di personalizzazione.

La spesa si compone di più voci, che è utile distinguere in fase di preventivo. Ci sono i dispositivi, cioè sensori, attuatori, interfacce e gateway, il cablaggio e le eventuali opere murarie ed elettriche, la progettazione e la programmazione, che nei sistemi bus incidono in modo rilevante. Vanno poi considerati la messa in servizio, la documentazione e, sempre più spesso, eventuali abbonamenti a servizi cloud o funzioni avanzate, che l’Osservatorio Internet of Things indica come modello di offerta in crescita.

Fattori che incidono sul costo di un impianto domotico
Tipo di intervento Cosa comprende Incidenza sul costo
Funzione singola wireless Termostati e valvole connessi, prese o luci smart, nessuna opera Contenuta
Sistema wireless esteso Gateway, più funzioni integrate, scenari, installazione professionale Media
Impianto bus in ristrutturazione Cablaggio, quadro, dispositivi, programmazione, opere elettriche e murarie Elevata
Impianto bus in nuova costruzione Cablaggio integrato nel progetto elettrico, dispositivi, programmazione Elevata, con minori opere accessorie

Per un preventivo confrontabile conviene chiedere che le offerte indichino il protocollo, l’elenco delle funzioni, il numero di punti controllati e le ore di programmazione. Una parte della spesa può essere recuperata con le detrazioni fiscali. Il cosiddetto bonus domotica indica gli interventi di building automation degli impianti termici agevolati dall’Ecobonus, con una detrazione massima di 15.000 euro per unità immobiliare; in alternativa, gli stessi interventi possono rientrare nel bonus ristrutturazioni.

Domotica ed efficienza energetica: classi BACS ed EPBD

Le classi della UNI EN ISO 52120-1

Il contributo dell’automazione alla prestazione energetica degli edifici è valutato con la UNI EN ISO 52120-1, che dal 4 novembre 2022 ha sostituito la UNI EN 15232-1. La norma classifica i sistemi BACS in quattro classi di efficienza crescente, sia per il residenziale sia per il non residenziale. La classe D comprende impianti privi di automazione, non efficienti dal punto di vista energetico. La classe C è il riferimento, con sistemi di regolazione standard. La classe B corrisponde a sistemi avanzati con alcune funzioni di gestione tecnica centralizzata, nei quali i dispositivi degli ambienti comunicano con il sistema di automazione. La classe A identifica sistemi ad alta efficienza, con funzionamento basato sulla domanda effettiva.

Le classi BACS sono distinte dalle classi energetiche dell’edificio riportate nell’APE. La procedura per asseverare la classe di un sistema è definita dalla specifica tecnica UNI/TS 11651, richiamata anche per l’accesso agli incentivi.

Gli obblighi per gli edifici non residenziali

Per il terziario l’automazione è già un requisito. In attuazione della direttiva (UE) 2018/844, il D.Lgs. 48/2020 ha introdotto l’obbligo di dotare di sistemi BACS, entro il 2025, gli edifici non residenziali con impianti di riscaldamento o climatizzazione di potenza nominale utile superiore a 290 kW.

La direttiva Case Green

La direttiva (UE) 2024/1275, nota come EPBD IV o direttiva Case Green, rafforza il ruolo dell’automazione e del monitoraggio nel percorso verso un parco edilizio a emissioni zero al 2050. Il termine per il recepimento nazionale è scaduto il 29 maggio 2026 senza che l’Italia adottasse il decreto legislativo, e il 15 luglio 2026 la Commissione europea ha avviato procedure di infrazione verso tutti i 27 Stati membri. A ottobre 2026 il ministro Pichetto Fratin ha riferito al Senato che lo schema di decreto è in preparazione, subordinato all’approvazione della legge di delegazione europea 2026. 

Bonus domotica 2026: aliquote, requisiti e procedura

Il bonus domotica non esiste come agevolazione autonoma. Con questo termine si indica la detrazione dell’Ecobonus per l’installazione di sistemi di building automation degli impianti termici, introdotta dall’articolo 1, comma 88, della legge 208/2015. In alternativa, gli stessi interventi possono essere agevolati con il bonus ristrutturazioni, alle stesse aliquote. La legge di Bilancio 2026, legge 199/2025, ha esteso al 2026 le aliquote applicate nel 2025. Per il 2027 il disegno di legge di Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri a fine ottobre, ora all’esame del Parlamento, prevede la proroga del 50% e del 36% per il bonus ristrutturazioni. Per l’Ecobonus le aliquote 2027 non sono ancora definite. 

Aliquote del bonus domotica (building automation) per anno di spesa
Anno di spesa Abitazione principale (proprietari e titolari di diritti reali) Altri immobili e altri soggetti
2026 (legge 199/2025) 50% 36%
2027 (norma vigente) 36% 30%
2027 (DDL Bilancio 2027, bonus ristrutturazioni, in attesa di approvazione) 50% 36%

La detrazione si ripartisce in dieci quote annuali di pari importo. Con l’Ecobonus, per i lavori iniziati dal 6 ottobre 2020, il limite massimo di detrazione è di 15.000 euro per unità immobiliare, come stabilito dal decreto Requisiti tecnici del 6 agosto 2020. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro si applica inoltre il tetto alle detrazioni introdotto dalla legge di Bilancio 2025.

Requisiti tecnici

Il sistema deve appartenere almeno alla classe B, secondo la EN 15232 richiamata dal decreto e oggi sostituita dalla UNI EN ISO 52120-1. Deve consentire la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva, con controllo da remoto attraverso canali multimediali. Deve inoltre mostrare i consumi energetici con la fornitura periodica dei dati, visualizzare le condizioni di funzionamento e la temperatura di regolazione degli impianti, permettere accensione, spegnimento e programmazione a distanza. Negli edifici residenziali la classe B va verificata per le funzioni di regolazione dei servizi termici; le automazioni di luci o tapparelle non collegate a questi impianti non rientrano nella detrazione.

Spese ammesse e beneficiari

Sono detraibili fornitura e posa delle apparecchiature, le opere elettriche e murarie necessarie e le prestazioni professionali, dalla documentazione tecnica alla direzione lavori. Possono accedere proprietari e titolari di diritti reali, inquilini e comodatari, oltre ai titolari di reddito d’impresa per i fabbricati strumentali.

Documenti e adempimenti

Servono la scheda descrittiva dell’intervento, da trasmettere all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, e l’asseverazione di un tecnico abilitato oppure la certificazione del produttore che attesti i requisiti. I pagamenti vanno effettuati con bonifico parlante, con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA o codice fiscale di chi riceve il pagamento. Il vademecum ENEA sulla building automation riepiloga requisiti e documenti da conservare. 

Sicurezza informatica, privacy e dati

Un impianto domotico raccoglie dati sulle abitudini degli occupanti, sulla presenza in casa e sui consumi. Il trattamento dei dati personali ricade nel GDPR, il Regolamento (UE) 2016/679. Dal 12 settembre 2025 è inoltre applicabile il Data Act, Regolamento (UE) 2023/2854, che riguarda i dati generati dai prodotti connessi, compresi i sistemi domotici. Gli utenti hanno diritto di accedere a questi dati e di condividerli con terzi, e dal 12 settembre 2026 i nuovi prodotti immessi sul mercato devono essere progettati per rendere i dati accessibili direttamente.

Sul piano tecnico la protezione si costruisce in fase di progetto. I protocolli prevedono versioni con comunicazione cifrata, come KNX Secure per il bus e per l’accesso IP. Contano poi alcune regole di buona pratica: credenziali non predefinite, aggiornamenti del firmware, rete domotica separata da quella degli ospiti, accesso remoto tramite canali protetti. La possibilità di gestire le funzioni principali in locale, senza dipendere dal cloud del produttore, è un criterio da valutare nella scelta del sistema.

Mercato della smart home in Italia e tendenze

Secondo l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato italiano delle soluzioni smart home ha raggiunto 1 miliardo di euro, con una crescita dell’11% sul 2024, in linea con le principali piazze europee dove l’aumento si colloca tra l’8% e il 12%. La spesa pro capite resta però inferiore alla media UE, 16,9 euro per abitante contro 34,2.

Mercato smart home in Italia nel 2025, principali categorie (fonte: Osservatorio Internet of Things, Politecnico di Milano)
Categoria Valore (milioni di euro) Quota di mercato Variazione sul 2024
Sicurezza (videocamere, sensori porte e finestre, videocitofoni, serrature) 305 30% +22%
Elettrodomestici connessi 195 20% +15%
Risparmio energetico 142 14% n.d.
Smart speaker 112 11% -10%

La quota restante comprende casse audio (7%), dimmer e serie civili connesse (6%), lampadine (6%), soluzioni di assisted living (2%), dispositivi per tende e tapparelle (2%) e smart plug (2%). Il 63% degli italiani possiede almeno un oggetto smart e il 51% degli utenti lo ha effettivamente connesso. Il 71% si dichiara interessato a soluzioni per ottimizzare i consumi energetici della propria abitazione; secondo l’Osservatorio, una diffusione sostenuta da incentivi potrebbe ridurre i consumi nazionali di 2.600-3.100 GWh l’anno.

Tre tendenze riguardano da vicino chi progetta e installa. L’intelligenza artificiale entra nei sistemi per automazione, manutenzione predittiva e ottimizzazione dei consumi, spesso con servizi in abbonamento. Matter estende l’interoperabilità tra marchi anche verso produttori di materiale elettrico professionale. La gestione dell’energia diventa centrale, con l’integrazione tra fotovoltaico, accumulo, pompe di calore, ricarica dei veicoli e partecipazione a comunità energetiche rinnovabili.

Vantaggi e svantaggi di una casa domotica

Il primo vantaggio è energetico. Regolazione per singolo ambiente, gestione delle schermature solari e controllo dei carichi riducono i consumi di riscaldamento e raffrescamento, con effetti misurabili secondo la classificazione della UNI EN ISO 52120-1. A questo si aggiungono il comfort termoigrometrico e visivo, la sicurezza garantita dall’integrazione tra antintrusione, rilevatori tecnici e controllo accessi, la possibilità di monitorare l’abitazione a distanza. La domotica supporta inoltre l’autonomia di anziani e persone con disabilità, con comandi semplificati, automatismi e funzioni di assistenza. Un impianto di livello 3 secondo la CEI 64-8 contribuisce infine alla qualità complessiva dell’immobile.

Gli svantaggi riguardano soprattutto costi e gestione nel tempo. L’investimento iniziale di un sistema bus è più alto di quello di un impianto tradizionale e la programmazione richiede un professionista qualificato, anche per le modifiche successive. Le soluzioni wireless richiedono manutenzione di batterie e firmware e possono soffrire di problemi di copertura. Sistemi proprietari o dipendenti dal cloud espongono al rischio di obsolescenza se il produttore interrompe il supporto. Infine la connessione alla rete impone attenzione alla sicurezza informatica. Una progettazione accurata, protocolli aperti e documentazione completa riducono gran parte di questi limiti. 

FAQ sull’impianto domotico

Che cos’è un impianto domotico e come funziona?

È un sistema che automatizza e coordina gli impianti di un’abitazione, come illuminazione, tapparelle, climatizzazione, sicurezza e carichi elettrici. Sensori e comandi inviano informazioni attraverso un protocollo comune, la logica di controllo le elabora e gli attuatori eseguono le azioni. La gestione avviene da pulsanti, touch panel, app o assistenti vocali.

Quanto costa installare un impianto domotico in casa?

Non esiste un prezzo standard. Il costo dipende dal numero di funzioni e di punti controllati, dal protocollo, dal tipo di intervento e dalle ore di programmazione. Un sistema wireless limitato alla termoregolazione richiede una spesa contenuta, un impianto bus completo in ristrutturazione un investimento sensibilmente più alto. Nel 2026 il bonus domotica consente di detrarre il 50% o il 36% delle spese per la building automation degli impianti termici.

Qual è la differenza tra domotica cablata e wireless?

La domotica cablata usa un cavo bus dedicato, come nello standard KNX, e garantisce comunicazione stabile e assenza di batterie, ma richiede tubazioni e predisposizione. Quella wireless usa protocolli radio come Zigbee, Z-Wave, Thread o Wi-Fi, evita opere murarie e si espande facilmente, con più attenzione a copertura del segnale e manutenzione.

Si può installare un impianto domotico senza ristrutturare?

Sì. Attuatori radio da incasso, termostati e valvole connessi, sensori e motori per tapparelle si installano senza tracce nelle murature. Quando le tubazioni esistenti lo consentono, si può posare anche un cavo bus nel rispetto delle norme CEI.

Quali dispositivi possono essere collegati a un impianto domotico?

Luci e dimmer, tapparelle, tende e veneziane, termostati, valvole, caldaie e pompe di calore, ventilazione meccanica, antintrusione, videocitofoni e serrature, rilevatori di fumo, gas e allagamento, prese e carichi elettrici, impianto fotovoltaico, wallbox, irrigazione e audio.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una casa domotica?

Tra i vantaggi ci sono la riduzione dei consumi energetici, il comfort, la sicurezza, il controllo a distanza e il supporto all’autonomia di anziani e persone con disabilità. Tra gli svantaggi, il costo iniziale, la necessità di un professionista per programmazione e modifiche, la manutenzione dei dispositivi wireless e i rischi informatici da gestire.

Quali requisiti servono per il bonus domotica 2026?

Il sistema di building automation deve essere almeno in classe B e consentire la gestione da remoto di riscaldamento, acqua calda sanitaria o climatizzazione estiva, con visualizzazione dei consumi e dello stato degli impianti. Servono asseverazione o certificazione del produttore, bonifico parlante e comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Con l’Ecobonus la detrazione massima è di 15.000 euro per unità immobiliare. 


Data creazione articolo 17 luglio  2019 – Articolo aggiornato a novembre 2026

Gianni Dessì is a software consultant and the owner of CAD3D.it. The available professional profile describes his work as software consulting and identifies him with the CAD3D.it organization. The portal’s author information further describes Dessì as its administrator and editorial coordinator, indicating that his responsibilities include overseeing the site and coordinating its editorial activity. His connection to CAD3D.it is supported both by the professional profile and by the organization’s own author page. The search results do not provide details about the specific software products or industries he advises, his earlier positions, or the length of his career, so those details cannot be reliably stated. His professional identity is best described as a software consultant and owner of CAD3D.it, with an administrative and editorial coordination role at the portal. His appearance as a contributor elsewhere should not be treated as his primary occupation.