Autore: Andrea Ragno

  • Talks 14 luglio 2026 – Dal modello al computo: professioni a confronto nell’era degli Agenti AI

    Talks 14 luglio 2026 – Dal modello al computo: professioni a confronto nell’era degli Agenti AI

    ASSOBIM organizza il Talks Dal modello al computo: professioni a confronto nell’era degli Agenti AI per il giorno 14 luglio 2026 dalle ore 17.

    Un modello BIM perfetto per chi lo progetta è spesso incompleto per chi deve validarlo e inutilizzabile per chi deve stimarne i costi. Perché la filiera informativa tende ancora a interrompersi nei passaggi chiave?

    In questo webinar, metteremo a confronto tre figure chiave del settore AEC – il progettista, il BIM Manager e il responsabile del computo – per analizzare i “colli di bottiglia” quotidiani e scoprire come gli Agenti AI possano colmare questo divario in modo autonomo.

    Insieme a tre professionisti del settore e al team di Clev, azienda innovativa di software AEC, analizzeremo casi reali di ottimizzazione e una panoramica in anteprima sul ponte tecnologico che collega il dato geometrico alla stima economica.

    Iscrizioni: https://attendee.gotowebinar.com/register/6178953438559556697?source=Newsletter

     

  • Sfruttare l’IA per AECO: GRAITEC presenta la sua strategia

    Sfruttare l’IA per AECO: GRAITEC presenta la sua strategia

    Nel settore AECO, l’IA non è un problema di velocità. È un problema di responsabilità. Ogni progetto definisce il futuro di un’opera. Ogni calcolo è firmato. Ogni dettaglio guida la produzione.
    Un’IA che non soddisfa gli standard di architettura, ingegneria, fabbricazione e costruzione non è utilizzabile su larga scala. Oggi GRAITEC annuncia la sua strategia di intelligenza artificiale: una roadmap strutturata su tre orizzonti per trasformare l’IA in un livello di esecuzione affidabile per l’intera catena del valore AECO, dalle prime fasi di progettazione fino alla fabbricazione e alla costruzione.

    Invece di aggiungere chatbot di IA indipendenti sopra gli strumenti di progettazione, GRAITEC integra l’IA direttamente nei flussi di lavoro in cui vengono prese le decisioni di ingegneria e produzione, basata su dati di progetto, allineata agli standard del settore e governata dai professionisti responsabili del risultato.

    Tre orizzonti. Tutti già in movimento oggi.
    La strategia di IA di GRAITEC è strutturata attorno a tre orizzonti, sviluppati e implementati in parallelo:
    Orizzonte 1 – IA che assiste:
    IA integrata direttamente negli strumenti esistenti, che fornisce guida contestuale, accesso alla conoscenza e accelerazione delle attività tra i diversi ruoli — dagli ingegneri strutturali e BIM manager ai disegnatori e fabbricatori. Incrementi di produttività, fin da subito.
    Orizzonte 2 – IA che automatizza
    Compiti ripetitivi, flussi di coordinamento e flussi di dati tra progettazione, fabbricazione e cantiere sono sempre più gestiti dall’IA, riducendo lo sforzo manuale e migliorando la coerenza.
    Orizzonte 3 – IA che genera progetti e ottimizza in modo olistico
    Dall’intento progettuale a soluzioni ottimizzate, conformi alle normative e pronte per la fabbricazione, generate in pochi minuti. Architetti, ingegneri, fabbricatori e team di progetto restano pienamente responsabili di ogni decisione.

    “Nel settore AECO, l’IA può generare, ma generare senza responsabilità non è sufficiente. La vera sfida è garantire che ciò che viene generato sia affidabile, verificabile e approvabile in progetti reali. Questo è il livello a cui stiamo puntando.” Emmanuel Leroy, Chief Product & Strategy Officer, GRAITEC

    Sfruttare l’IA per AECO, non semplicemente aggiungerla. L’approccio di GRAITEC si concentra sulla trasformazione delle capacità grezze dell’IA in risultati utilizzabili per ingegneria e la produzione:

    • Basata su standard di ingegneria
    • L’IA opera all’interno dei codici strutturali, delle norme di fabbricazione e delle regole specifiche delle aziende.
    • Guidata da motori deterministici
    • Motori di calcolo e di dettaglio collaudati producono risultati verificabili, mentre l’IA supporta la preparazione, l’interazione e l’interpretazione.
    • Validata dai professionisti
    • Architetti, ingegneri, fabbricatori e appaltatori mantengono il controllo sulle decisioni critiche e sull’approvazione finale

    “Abbiamo 40 anni di esperienza di settore integrati nel nostro software. L’IA non la sostituisce; la valorizza. Questa è la differenza tra aggiungere l’IA e sfruttarla davvero.” Emmanuel Leroy, GRAITEC

    Ecosistema aperto e approccio shift-left by design
    GRAITEC sta sviluppando la propria IA come parte di un ecosistema aperto, progettato per integrarsi con le piattaforme, gli strumenti e gli ambienti di dati su cui i clienti già fanno affidamento (incluse le piattaforme Autodesk) lungo tutto il ciclo di progettazione, fabbricazione e costruzione. Clienti e partner possono estendere le funzionalità, costruire i propri flussi di lavoro e integrare l’IA direttamente nel proprio stack operativo.
    Altrettanto importante è il momento in cui l’IA entra nel processo. GRAITEC adotta un approccio shift-left: portare l’intelligenza il prima possibile nel ciclo di vita del progetto. Dal concept alle fasi iniziali di progettazione, l’IA aiuta a generare, simulare e validare opzioni a monte, prima che le decisioni diventino costose da modificare. Meno rilavorazioni. Meno errori di fabbricazione. Nessuna sorpresa in cantiere.
    Disponibile ora. In rapida espansione.
    GRAITEC sta già implementando capacità di IA nelle proprie soluzioni, iniziando con casi d’uso assistiti ed espandendosi verso l’automazione e i flussi di lavoro design-to-fabrication. Nei prossimi giorni, GRAITEC annuncerà nuovi rilasci di prodotto all’interno del proprio portafoglio di soluzioni, offrendo capacità concrete ai clienti.

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  • Permesso di costruire per una tettoia: quando l’opera integra l’abuso edilizio. | Articoli

    Permesso di costruire per una tettoia: quando l’opera integra l’abuso edilizio. | Articoli

    La Cassazione conferma come una tettoia, che per caratteristiche strutturali incida sulla sagoma dell’edificio, non sia qualificabile come pertinenza, ma richieda il permesso di costruire; in mancanza, può integrare il reato di abuso di cui all’art. 44, lett. b), d.P.R. 380/2001.

    La sentenza della Corte di Cassazione n.3844/2026 conferma la condanna del ricorrente per aver realizzato una tettoia senza permesso di costruire. La Corte chiarisce quando, per caratteristiche strutturali e modalità di realizzazione, una tettoia, che costituisce parte integrante dell’edificio, modificandone la sagoma e priva di autonoma individualità fisica e strutturale, non è una semplice pertinenza o opera precaria, ma costituisce un ampliamento dell’immobile e richiede il permesso di costruire. La sua realizzazione senza titolo configura pertanto il reato edilizio di cui all’art. 44, lett. b), d.P.R. 380/2001.

    Vediamo il caso nel dettaglio…


    Il caso

    L’imputato della sentenza viene condannato dal Tribunale di Foggia per un intervento edilizio eseguito senza permesso di costruire, in particolare “era stato dichiarato responsabile del reato di cui all’art. 44 lett. b) d.P.R. n. 380/2001”.
    L’opera contestata consisteva nella realizzazione di una tettoia collocata davanti a un fabbricato, con copertura in parte coibentata e in parte in policarbonato, sostenuta da pilastrini e muretti.

    La sentenza di primo grado aveva inflitto all’imputato una pena:

    • di 20 giorni di arresto;
    • una multa di 6.000 euro.

    Tale decisione era stata confermata nel 2025 anche dalla Corte d’Appello di Bari, inducendo il proprietario a rivolgersi alla Cassazione.
    In quest’ultimo ricorso, la difesa solleva varie argomentazioni tra cui quella secondo cui “la Corte territoriale ave(sse) erroneamente ritenuto la necessità del permesso di costruire per le opere oggetto di contestazione, nonostante si trattasse di una tettoia in stato precario, di modeste dimensioni, non idonea a creare nuova volumetria.

    Quindi veniva sostenuto che la tettoia fosse un’opera di dimensioni limitate, priva di carattere stabile e incapace di generare nuova volumetria edilizia. Per questo motivo, secondo il ricorrente, non sarebbe stato necessario il permesso di costruire.

    Cosa stabilisce l’art. 44 lett. b del d.P.R 380/01

    L’art. 44 lett. b del d.P.R 380/01 applica:

    l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5164 a 51645 euro nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione”.

    L’articolo punisce l’esecuzione di lavori in totale difformità dal permesso di costruire, in assenza del permesso stesso oppure la prosecuzione delle opere nonostante sia stato emesso un ordine di sospensione dall’autorità competente. La norma in merito all’abuso edilizio è molto severa e prevede la pena dell’arresto fino a due anni e un’ammenda da 5.164 a 51.645 euro, fatta salva l’applicazione di sanzioni più gravi ove il fatto integri ulteriori reati.

    Tettoia e permesso di costruire: quando l’opera integra il reato ex art. 44 d.P.R. 380/2001

    I giudici precisano che “(…) l’opera realizzata era costituita da una tettoia, in parte recintata, che aveva comportato un ampliamento del preesistente immobile, del quale aveva modificato la sagoma, e che, pertanto, necessitava del preventivo rilascio del permesso di costruire. Va ricordato che integra il reato previsto dall’art. 44, lett. b), del d.P.R. n. 380 del 2001 la realizzazione, senza il preventivo rilascio del permesso di costruire, di una tettoia di copertura che, non rientrando nella nozione tecnico-giuridica di pertinenza per la mancanza di una propria individualità fisica e strutturale, costituisce parte integrante dell’edificio sul quale viene realizzata (…).” Difatti, “(l)a costruzione di una tettoia di copertura non può qualificarsi, infatti, come pertinenza, in quanto si tratta di un’opera priva del requisito della individualità fisica e strutturale propria della pertinenza, costituendo parte integrante dell’edificio sul quale viene realizzata. Anche le tettoie di copertura necessitano, dunque, di permesso di costruire quando -…- facciano parte integrante dell’edificio sulle quali vengono realizzate, essendo irrilevante che l’opera possa esprimere o meno una propria volumetria (…)”.
    La tettoia realizzata non era una semplice opera accessoria o di arredo, ma costituiva un vero ampliamento dell’edificio esistente. Infatti, la struttura aveva modificato la sagoma del fabbricato, incidendo sulle sue caratteristiche edilizie e quindi sarebbe stato necessaria l’acquisizione di un permesso di costruire. La realizzazione dell’opera senza tale titolo integra il reato previsto dall’art. 44, lett. b), del d.P.R. 380/2001. I giudici precisano inoltre che una tettoia non può essere considerata come una pertinenza quando manca di una propria autonomia fisica e strutturale, poiché diventa parte integrante dell’edificio. Di conseguenza, anche se non si generi una nuova volumetria autonoma, la costruzione di una tettoia richiede il permesso di costruire quando comporta una trasformazione dell’immobile.

    Le tettoie non possono essere considerate automaticamente opere minori o interventi di edilizia libera. La loro rilevanza urbanistico-edilizia va valutata in concreto, in base alle caratteristiche strutturali, al grado di stabilità e all’incidenza sull’organismo edilizio esistente. Quando tali elementi determinano una modifica della sagoma o un’integrazione stabile con l’edificio, l’intervento richiede sempre il permesso di costruire.

    Scarica la sentenza in allegato

    Keywords: permesso di costruire, tettoia, art. 44 d.P.R. 380/2001, reato edilizio, abuso edilizio.

    FAQ Tecniche: Tettoia e abuso edilizio: quando serve il permesso di costruire? | Ingenio

    Quando una tettoia richiede il permesso di costruire?
    Il permesso di costruire è richiesto quando la tettoia costituisce una trasformazione urbanistico-edilizia dell’immobile. Secondo la Cassazione, ciò avviene quando la struttura è stabilmente integrata all’edificio, modifica la sagoma oppure rappresenta un ampliamento funzionale del fabbricato. Non è sufficiente valutare la sola presenza di nuova volumetria.

    Una tettoia può essere considerata una pertinenza edilizia?
    Sì, ma solo in casi limitati. La giurisprudenza distingue la pertinenza urbanistica da quella civilistica. Una tettoia priva di autonoma individualità fisica e strutturale e stabilmente collegata all’edificio normalmente non costituisce una pertinenza urbanistica e può richiedere il permesso di costruire.

    La mancanza di volumetria esclude l’abuso edilizio?
    No. La sentenza conferma che l’assenza di una nuova volumetria non è decisiva. Anche un’opera che non crea un nuovo volume può richiedere il permesso di costruire se modifica la sagoma dell’edificio o determina una trasformazione edilizia stabile.

    Quali sanzioni prevede l’art. 44 del d.P.R. 380/2001?
    L’art. 44, lett. b), del d.P.R. 380/2001 punisce gli interventi realizzati in assenza del permesso di costruire o in totale difformità dal titolo edilizio con l’arresto fino a due anni e con un’ammenda da 5.164 a 51.645 euro. Restano applicabili anche le conseguenze amministrative previste dal Testo Unico dell’Edilizia.

  • Analist si blocca o smette di funzionare dopo l’installazione di Windows Update su Windows 11: come risolvere il problema

    Analist si blocca o smette di funzionare dopo l’installazione di Windows Update su Windows 11: come risolvere il problema





    Dopo l’installazione degli ultimi aggiornamenti di Windows 11 versione 25H2 (build 26200.8246), molti utenti stanno riscontrando problemi con il software Analist. Il programma può bloccarsi o smettere di funzionare correttamente compromettendo il lavoro quotidiano.

    La causa del malfunzionamento, accertato da Autodesk e relativo a tutti i suoi prodotti, è l’incompatibilità con l’aggiornamento di Windows KB5083769. Il problema si verifica su sistemi aggiornati a Windows 11 25H2.

    Questi i problemi riscontrati:

    • Analist si blocca all’apertura di un disegno
    • Il software non risponde durante l’utilizzo
    • Crash o blocco già in fase di avvio
    • Il problema riguarda tutte le versioni di Analist

    Soluzione consigliata

    Soluzione:

    Per risolvere questo problema con Analist 2024 – 2026, scaricare il file allegato Analist_Freeze_Hotfix_for_Win_11.ZIP ed estrarlo in una cartella.

    Copiare il file AdDownloaderCore.dll dalla cartella estratta nella cartella C:\Programmi\Analist Group\Analist 202x e sostituire la versione esistente.




  • : PNRR, 1 miliardo all’housing efficiente

    : PNRR, 1 miliardo all’housing efficiente

    05/06/2026 – Un miliardo di euro per l’housing con obiettivo di efficientamento energetico e 200 milioni di euro per far scorrere le graduatorie dei finanziamenti all’edilizia residenziale pubblica.
     
    Sono due delle principali novità della revisione tecnica del PNRR illustrata dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, durante l’audizione del 3 giugno 2026 davanti alle Commissioni Bilancio e Politiche UE di Camera e Senato.
     
    La revisione comporta una rimodulazione finanziaria di circa 2,1 miliardi di euro, ottenuta attraverso la riallocazione di risorse provenienti da misure considerate non pienamente coerenti con le tempistiche del Piano o caratterizzate da criticità di rendicontazione.
     

    Un miliardo per l’housing green

    La quota più consistente della riprogrammazione, pari a un miliardo di euro, sarà destinata all’housing attraverso uno strumento finanziario con obiettivo di efficientamento energetico che, secondo le anticipazioni, sarà gestito dal Ministero delle Infrastrutture attraverso un Fondo dedicato aperto presso Cdp Real Estate.
     
    La misura si inserisce nel più ampio quadro delle politiche per la casa e arriva mentre il Governo sta definendo gli strumenti operativi del Piano Casa, finalizzato ad aumentare l’offerta di abitazioni a canone sostenibile anche attraverso il coinvolgimento di risorse pubbliche e private.
     

    Case popolari, 200 milioni per lo scorrimento delle graduatorie

    Nel corso dell’audizione, Foti ha richiamato il forte interesse registrato dagli interventi sugli immobili di edilizia residenziale pubblica: le domande presentate e quelle potenziali avrebbero raggiunto un valore pari a circa il doppio dello stanziamento disponibile.
     
    Per coprire il fabbisogno emerso dalle domande già presentate, saranno destinati all’efficientamento energetico altri 200 milioni di euro. Secondo quanto riferito dal Ministro, le risorse aggiuntive serviranno a far scorrere le graduatorie, consentendo il finanziamento di ulteriori interventi rimasti esclusi per insufficienza della dotazione iniziale.
     
    Il rifinanziamento riguarda quindi il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e conferma la centralità della riqualificazione energetica degli edifici nella fase finale del PNRR.
     

    Comunità energetiche e autoproduzione di energia

    La revisione prevede inoltre 173 milioni di euro per lo strumento finanziario relativo alle Comunità Energetiche Rinnovabili e 32 milioni di euro per le piccole e medie imprese che investono nell’autoproduzione di energia.
     

    Da dove arrivano le risorse

    Per finanziare la nuova allocazione, il Governo ha ridotto o spostato alcune misure che presentavano problemi di compatibilità con le scadenze del PNRR. Tra queste figurano le risorse sottratte alla Rolling Stock Company (“RoSCo”) dedicata all’acquisto e al noleggio del materiale rotabile e al LogIN Business, per un totale di 1,29 miliardi di euro riconducibili al MIT, oltre a 12 milioni di euro dalla meccanizzazione agricola e 158 milioni dal Parco Agrisolare.
     
    Il MASE ha riprogrammato circa 232 milioni di euro, derivanti da riduzioni su colonnine elettriche, fognature e depurazione, agrivoltaico e approvvigionamento sostenibile delle materie prime critiche.
     
    Altri 500 milioni di euro, relativi al credito d’imposta ZES, sono stati trasferiti fuori dal PNRR a causa di difficoltà di rendicontazione incompatibili con le scadenze del Piano.
     

    Nona rata PNRR, incassati 12,8 miliardi di euro

    Con questa rimodulazione, l’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea il pagamento della nona e penultima rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro.
     
    Il pagamento segue la valutazione positiva del 29 aprile 2026 ed è collegato al conseguimento di 50 obiettivi, suddivisi in 34 target e 16 milestone.
     
    Con la nona rata, l’ammontare delle risorse ricevute dall’Italia sale a 166 miliardi di euro, pari a oltre l’85% della dotazione economica complessiva del Piano.
     

    Gli investimenti collegati alla nona rata

    Tra gli obiettivi collegati alla rata figurano riforme e investimenti in sanità, lavoro, giustizia, scuola, infrastrutture idriche e patrimonio culturale, tra cui la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 reti, e la riqualificazione di 100 parchi e giardini storici.
     
    Sono inoltre compresi obiettivi intermedi relativi ad alcuni investimenti strategici previsti dall’ultima revisione del Piano, tra cui gli accordi attuativi per il Fondo Nazionale di Connettività, il Fondo Rotativo Contratti di Filiera, il Fondo destinato agli alloggi per studenti universitari e la Facility Parco Agri-Solare.
     

    PNRR verso la decima e ultima rata

    La revisione si colloca nella fase conclusiva del PNRR, in vista della richiesta della decima e ultima rata. Il Governo intende rendicontare entro il 30 giugno 2026 tutti gli obiettivi già raggiunti, per consentire alla Commissione europea di esaminarli senza concentrare le verifiche nella fase finale dell’estate. La rendicontazione complessiva è prevista entro il 31 agosto 2026.
     
    La chiusura del Piano richiederà quindi sia il completamento degli ultimi obiettivi sia la gestione della rendicontazione finale, con particolare attenzione alle misure riprogrammate e agli strumenti finanziari attivati nell’ultima fase.
     

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  • Nuova sfida per l’architettura: come riuscire a trattenere talenti

    Nuova sfida per l’architettura: come riuscire a trattenere talenti

    Nuova sfida per l’architettura: come riuscire a trattenere talenti

  • Fs, le Tbm raggiungono la stazione dell’Alta velocità Firenze Belfiore

    Fs, le Tbm raggiungono la stazione dell’Alta velocità Firenze Belfiore

    Foto Alessandro La Rocca/LaPresse News-Trenitalia-Cantiere Firenze Belfiore

    Le due Tbm (Tunnel Boring Machine) Iris e Marika hanno abbattuto i diaframmi delle due gallerie e raggiunto venerdì 3 luglio il camerone della nuova stazione AV di Firenze Belfiore. Il “break-in” delle due macchine, impegnate nello scavo del Passante AV, segna una delle milestone fondamentali di uno degli interventi infrastrutturali strategici per il potenziamento e il miglioramento della mobilità del sistema ferroviario nazionale, per un investimento complessivo di 2,7 miliardi di euro.

    All’evento…

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  • Piano casa, maxi sconto ai privati sugli oneri da pagare ai Comuni

    Piano casa, maxi sconto ai privati sugli oneri da pagare ai Comuni

    Oneri di urbanizzazione scontati per gli immobili a prezzo calmierato. Tra le pieghe della legge di conversione del decreto Piano casa (legge n. 116/2026, andata ieri in Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi), spunta anche una norma che avrà l’effetto di alleggerire il carico dei costi per i privati che vorranno investire in queste operazioni. Ed è solo una delle agevolazioni previste dal testo che ha appena assunto una fisionomia definitiva: ci sono anche un bonus di cubatura del 35%, un ulteriore…

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  • Talks 30 giugno 2026 – Metodologie di computazione BIM nel contesto infrastrutturale e civile

    Talks 30 giugno 2026 – Metodologie di computazione BIM nel contesto infrastrutturale e civile

    ASSOBIM organizza il Talks Metodologie di computazione BIM nel contesto infrastrutturale e civile per il giorno 30 giugno 2026 dalle ore 17.

    Nel contesto della progettazione digitale, anche nel settore infrastrutturale e civile dei progetti gestiti con Autodesk Civil 3D, il Building Information Modeling (BIM) introduce nuove opportunità ma anche nuove e crescenti complessità nella gestione della computazione quantitativa dei manufatti con PriMus di ACCA Software
    Il webinar espone un approccio pienamente integrato dinamico e diretto tra le applicazioni Civil 3D e PriMus per mezzo dell’applicazione ArchVISION CP di MCS Software illustrando le tecnologie più avanzate oggi disponibili in questo contesto.
    La definizione delle formule di computo non è più un semplice esercizio numerico, ma diventa parte integrante del modello informativo, influenzando coerenza, affidabilità e tracciabilità dei dati.
    Il webinar presenta, attraverso l’analisi di entità BIM significative, diversi metodi e criteri di configurazione della computazione applicati a differenti tipi di entità, quali Reti tecnologiche ed entità puntuali, modellatori e solidi 3D eventualmente attraverso l’associazione con gli elementi di costo (Pay Item) presenti in Civil 3D.
    Saranno esposte le principali tecniche e configurazioni delle formule di computazione disponibili per intere tipologie e per singole istanze evidenziando i vantaggi operativi.
    Attraverso esempi pratici ed esperienze operative, verranno illustrate strategie per migliorare l’automazione dei computi dei Progetti Civil 3D, ridurre gli errori e garantire maggiore trasparenza e coerenza nei processi estimativi in PriMus
    L’obiettivo è fornire strumenti concreti per configurare sistemi di computazione BIM robusti, scalabili e allineati alle esigenze progettuali e di cantiere con collegamenti tra entità BIM e relative misurazioni.

    Relatori: Claudio Mussa (MCS Software) e Santi Sarica (BIM Infrastructure Technical Specialist)

    Iscrizioni: https://attendee.gotowebinar.com/register/2620399447871813207?source=Sito

  • Il nuovo asilo di Brignano Gera d’Adda

    Il nuovo asilo di Brignano Gera d’Adda

    Il nuovo asilo di Brignano Gera d’Adda nasce come un progetto che unisce architettura, pedagogia e sostenibilità in un’unica visione. Arpostudio, in collaborazione con Ricehouse, ha immaginato un edificio capace di inserirsi con delicatezza nel paesaggio della pianura lombarda, utilizzando materiali naturali e tecniche costruttive a bassissima impronta di carbonio. Si tratta, infatti, di un edificio all’avanguardia vista la sua struttura a bassissima impronta di carbonio realizzata interamente con materiali naturali locali, in particolare legno, paglia di riso e lolla di riso, una scelta che definisce fin da subito l’identità dell’opera.

    L’architettura si ispira ai riferimenti storici del territorio, richiamando nelle forme e nelle proporzioni la presenza dei castelli visconteo‑sforzeschi che punteggiano la pianura. Questa citazione non è mai letterale, ma si traduce in un linguaggio contemporaneo che restituisce solidità, protezione e familiarità. L’edificio è leggermente rialzato rispetto al terreno, una soluzione che migliora la durabilità e garantisce un accesso inclusivo grazie a rampe dolci e continue. La distribuzione interna è organizzata in due ali distinte: una dedicata alla scuola dell’infanzia e una all’asilo nido. Tra queste due parti si colloca un corpo centrale che funge da cuore civico del complesso, ospitando un’aula magna pensata per incontri, spettacoli e attività condivise. Questo spazio, aperto anche alla comunità, trasforma l’asilo in un luogo di relazione e partecipazione, non solo in un edificio scolastico.

    Uno degli aspetti più curati è la qualità della luce naturale. Le aule e gli spazi destinati ai bambini sono orientati verso sud, così da beneficiare del calore e della luminosità durante tutto l’arco della giornata. Le zone di servizio, come corridoi e parcheggi, sono invece collocate a nord, proteggendo gli ambienti più sensibili e contribuendo a un bilancio energetico ottimale. Gli interni sono stati progettati per essere salubri, accoglienti e in costante dialogo con l’esterno. Le aule si aprano verso patii che permettono ai bambini di vivere gli spazi seguendo il ritmo delle stagioni. I corridoi non sono semplici zone di passaggio, ma diventano luoghi sociali flessibili, capaci di trasformarsi in aree di gioco, incontro o esplorazione.

    La scelta dei materiali è uno degli elementi più innovativi del progetto. L’isolamento delle pareti è realizzato con pannelli in paglia di riso, un sottoprodotto agricolo che normalmente verrebbe bruciato, generando emissioni. Qui, invece, diventa una risorsa preziosa, capace di garantire comfort termico, traspirabilità e un impatto ambientale minimo. L’impiego di sottoprodotti agricoli riduce drasticamente l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita dell’edificio, e questa filosofia si riflette in ogni scelta costruttiva. La paglia e la lolla di riso, unite al legno, creano un involucro naturale che regola l’umidità, migliora la qualità dell’aria e offre un ambiente ideale per i bambini.

    L’intero complesso è stato progettato con strumenti avanzati di modellazione energetica e con un approccio BIM integrato, che ha permesso di controllare ogni fase del processo, dalla progettazione alla realizzazione. Arpostudio, si conferma una realtà capace di affrontare opere complesse mantenendo un approccio artigianale al progetto, inteso come gesto consapevole e responsabile. L’asilo di Brignano Gera d’Adda rappresenta un esempio concreto di come la bioarchitettura possa diventare un modello per l’edilizia pubblica, dimostrando che sostenibilità, qualità estetica e benessere degli utenti possono convivere in un’unica visione coerente.

    Il risultato è un edificio che non solo rispetta l’ambiente, ma lo valorizza; un luogo pensato per accogliere i bambini in spazi luminosi, naturali e sicuri; un’opera che restituisce alla comunità un

     

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