Come gestire le dimensioni del vault SOLIDWORKS PDM tramite il trasferimento dei file » CAD3D.it


La gestione dello spazio di archiviazione nei vault SOLIDWORKS PDM è un’esigenza ricorrente man mano che il numero di file cresce. L’archivio tende ad aumentare in modo esponenziale e, a un certo punto, diventa necessario aggiungere capacità di storage. Spostare i dati di archivio su una nuova unità è la procedura standard per ampliare lo spazio disponibile, senza dover migrare l’intero server. Esistono due approcci per eseguire questa operazione: lo strumento di relocation integrato e il metodo manuale. Entrambi raggiungono lo stesso risultato, ma con modalità operative differenti.

Strumento di relocation integrato: funzionamento e limiti

Lo strumento integrato in SOLIDWORKS PDM consente di ridistribuire l’archivio tra più percorsi utilizzando un’interfaccia grafica. L’operazione richiede che tutti i file siano stati archiviati e che nessun utente sia connesso al vault; in alternativa si può attivare la modalità di lavoro offline per consentire agli utenti di proseguire con i dati in cache. Prima di avviare la relocation è indispensabile eseguire un backup completo del database e dei file di archivio.

Dopo aver arrestato il servizio Archive Server o verificato che sia in pausa, si apre l’applicazione Archive Server Configuration, si seleziona la cartella di archivio nel pannello sinistro, quindi nel pannello destro si fa clic con il tasto destro sul nome del vault e si sceglie “Relocate”. Si aggiungono le nuove destinazioni tramite il pulsante “Add” e si regola la percentuale di file da spostare per ciascun percorso, assicurandosi che la somma sia pari al 100%. Se si intende trasferire l’intero archivio, la percentuale del percorso originale deve essere impostata a zero. Il sistema può suddividere i dati tra un massimo di 16 locazioni, numero determinato dalla codifica esadecimale degli ID documento (ogni cartella corrisponde a un carattere esadecimale).

Lo strumento integrato presenta alcune criticità. Non fornisce feedback di avanzamento durante lo spostamento, non permette di suddividere il trasferimento in blocchi più piccoli né di scegliere l’ordine di elaborazione, e non consente di mettere in pausa il processo. Per questi motivi, per archivi di grandi dimensioni (nell’ordine dei terabyte) si sconsiglia l’uso di questo metodo. Se il sistema sembra non rispondere durante l’esecuzione, l’annullamento dell’operazione può corrompere i file. È preferibile spostare i dati in incrementi ridotti (fino a 1/16 della struttura dell’archivio) per evitare sovraccarichi del server e blocchi.

Procedura manuale per la relocation dell’archivio

Il metodo manuale offre maggiore controllo sulla selezione dei file e sulle destinazioni. È consigliato quando il vault raggiunge o supera dimensioni nell’ordine dei terabyte. Anche in questo caso è necessario che tutti i file siano archiviati e che gli utenti siano disconnessi, salvo l’uso del lavoro offline. Si esegue un backup del database e dei file di archivio.

Il primo passo concreto è arrestare il servizio SOLIDWORKS PDM Archive Server. Lo si può fare dal pannello Services (servizio Windows) oppure dall’icona di arresto nella barra degli strumenti dell’applicazione Archive Server Configuration. Successivamente si individuano i percorsi attuali dell’archivio: attraverso le proprietà del vault nella stessa applicazione o tramite il registro di sistema, alla chiave Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\SolidWorks\Applications\PDMWorks Enterprise\ArchiveServer\Vaults\[VAULTNAME]\ArchiveTable.

A questo punto si copiano le cartelle di archivio nella nuova posizione. Si raccomanda di copiare i file anziché spostarli, per ridurre il rischio di perdita dati. È comune utilizzare Robocopy per eseguire la copia, poiché verifica che tutti i file siano stati trasferiti correttamente. Dopo aver completato la copia, si modificano le voci del registro nella chiave ArchiveTable, aggiornando i percorsi delle cartelle spostate con le nuove destinazioni. Infine si riavvia il servizio Archive Server.

Il metodo manuale richiede più tempo rispetto a quello integrato e presenta un rischio maggiore di errori dovuti a interventi manuali. Tuttavia, per volumi di dati elevati, resta la scelta più sicura perché permette di controllare ogni fase e di verificare l’integrità della copia.

Aspetti critici comuni nella gestione della relocation

Indipendentemente dal metodo scelto, alcune accortezze sono valide per entrambi. Il backup di database e file di archivio è obbligatorio prima di qualsiasi intervento. Il downtime del vault può essere evitato solo se gli utenti lavorano in modalità offline con i dati in cache locale. Durante la relocation il sistema può apparire non reattivo, specialmente per archivi di grandi dimensioni: non bisogna mai interrompere forzatamente il processo, perché ciò provocherebbe la corruzione dei file. Nel caso dello strumento integrato, la percentuale applicata riguarda la struttura dell’archivio, non il volume totale dei dati; ogni incremento sposta un sottoinsieme delle cartelle esadecimali, fino a un massimo di 16 posizioni.

Per chi utilizza il metodo manuale, Robocopy è uno strumento efficace per garantire la completezza della copia. In entrambi i casi, la pianificazione accurata e la verifica preliminare delle destinazioni sono essenziali per evitare perdite di dati.

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