Decreto Pa, ok alla Camera: tutte le novità

Aumentate di 10 milioni circa le risorse destinate al contributo di autonoma sistemazione per i cittadini che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione dopo il forte sisma del 31 luglio nei Campi Flegrei. E poi l’interpretazione autentica dello stato legittimo riferita agli interventi su condomìni danneggiati dagli eventi sismici avvenuti sempre nei Campi Flegrei. Resta la norma che facilità ai professionisti dell’area tecnica l’accesso all’albo degli esperti catastrofali, la cui iscrizione dovrà diventare obbligatoria entro il 1° gennaio 2027. Affidato, inoltre, al commissario straordinario per la ricostruzione il compito di cancellare i professionisti dall’elenco speciale nel caso questi abbiano dimostrato significative o persistenti carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di progettazione.

Sono alcuni dei contenuti del decreto Pa (Dl 144 del 2026) che è stato approvato ieri, 28 settembre, in Aula alla Camera. Ora il provvedimento passa al Senato, che potrà – probabilmente – solo ratificare il lavoro svolto a Montecitorio in quanto il Dl dovrà essere convertito entro il 6 ottobre.

Il testo approvato alla Camera

Accesso facilitato all’albo degli esperti catastrofali per i professionisti tecnici

In attesa che si definiscano nel dettaglio le regole per il funzionamento dell’albo degli esperti catastrofali, i professionisti tecnici, iscritti ad albi e collegi, possono entrarne a far parte senza dover dimostrare un’adeguata capacità professionale e comprovata esperienza, almeno triennale, nell’attività di accertamento e valutazione. La nuova disposizione impatta sul Dl 25 del 2026 che ha previsto l’istituzione, presso la società Consap, di un albo di esperti per la valutazione di danni su immobili assicurati, causati da eventi catastrofali, come: alluvioni, inondazioni ed esondazioni, sismi, frane, sprofondamenti, voragini, attività vulcaniche, maremoti, mareggiate, trombe d’aria e fenomeni climatici estremi.

L’iscrizione all’albo sarà obbligatoria dal 1° gennaio 2027 o anche prima se il decreto del ministero dell’Economia (da emanare con il concerto di altri ministeri) con cui si dovrà delineare nel dettaglio il funzionamento dell’albo, deciderà di far partire l’obbligo in anticipo. In sede di prima applicazione delle disposizioni sull’albo degli esperti catastrofali, e fino al 1° aprile 2028, il decreto istitutivo dell’albo aveva concesso l’accesso alla “lista” degli esperti ai tecnici diplomati o laureati, in possesso di altri requisiti, purché fossero in possesso di un’adeguata e documentata capacità professionale e comprovata esperienza, almeno triennale, nell’attività di accertamento e valutazione dei danni catastrofali ai beni immobili assicurati.

Con il Dl Pa, in via di prima applicazione e sempre fino al 1° aprile 2028, si prevede che possano iscriversi all’albo i professionisti iscritti negli albi degli ordini e collegi delle professioni cui sono attribuite competenze tecniche nell’ambito dell’attività di accertamento e stima dei danni ai beni immobili, senza più l’obbligo di dover documentare l’esperienza almeno triennale. 

Campi Flegrei, interpretazione dello stato legittimo

Il decreto introduce anche un’interpretazione autentica dello stato legittimo riferita agli interventi su condomìni danneggiati dagli eventi sismici avvenuti nei Campi Flegrei. Il Dl precisa, infatti, che per le parti comuni condominiali rileva la conformità dell’edificio d’insieme e non le difformità o i lievi abusi interni alle singole unità. 

Sae da trasferire a titolo gratuito ai Comuni

Il provvedimento prevede di trasferire ai Comuni, a titolo gratuito, le Soluzioni abitative di emergenza (Sae) e le strutture temporanee nate dopo i terremoti del Centro Italia. Su questo punto alcune criticità sono state rilevate dai Consigli nazionali di architetti e ingegneri e dal Collegio nazionale dei geometri auditi presso le Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera.

«Molte delle Sae – osservano i Consigli nella memoria depositata in occasione dell’audizione – sorgono su terreni privati occupati in via d’urgenza nel 2016 per le quali verosimilmente ad oggi, non è stato concluso il formale decreto di esproprio. I tecnici incaricati non possono redigere tipi di frazionamento Pregeo o schede Docfa intestate all’Ente senza certezza dei confini e titolo di proprietà perfezionato o specifico mandato abilitativo della proprietà».

Anche il termine di sei mesi, assegnato ai Comuni per procedere all’aggiornamento catastale e ai rilievi plano-volumetrici di complessi di prefabbricati, appare – per i professionisti – impossibile da rispettare nei piccoli Comuni con organici ridottissimi. Né i Comuni potrebbero – sempre secondo architetti, ingegneri e geometri – accollarsi da soli la manutenzione di tali manufatti «che, nati per fronteggiare un’emergenza, non garantiscono a lungo termine i requisiti prestazionali energetici e sismici richiesti ad un insediamento stabile». I Consigli d architetti e ingegneri e il Collegio dei geometri, dunque, propongono di subordinare l’accatastamento a un formale provvedimento del Capo del dipartimento della Protezione civile (da adottarsi entro 60 giorni) che identifichi le strutture da cedere e autorizzi i Comuni a intervenire in surroga catastale anche sulle aree occupate non ancora liquidate.

Ricostruzione Centro Italia, cancellazione dei professionisti

Aggiungendo un nuovo comma all’articolo 34 del Dl post terremoto del Centro Italia (Dl 189 del 2016), il decreto affida al commissario straordinario per la ricostruzione il compito di cancellare i professionisti dall’elenco speciale nel caso questi abbiano dimostrato significative o persistenti carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di progettazione, di direzione dei lavori o relativo ad altre prestazioni tecniche rese nell’ambito delle pratiche per la ricostruzione pubblica o privata.

Il rischio di cancellazione dall’elenco speciale dei professionisti abilitati per la ricostruzione post-sisma 2016 diventa concreto nel caso in cui eventuali carenze, emerse nell’espletamento di un incarico legato alla ricostruzione, abbiano causato:  la risoluzione di un contratto per inadempimento, la violazione dei termini di inizio e fine lavori, oppure la condanna al risarcimento del danno o altre sanzioni comparabili, derivanti da inadempienze particolarmente gravi o la cui ripetizione sia indice di una persistente inadempienza professionale.

Sarà il commissario straordinario per la ricostruzione, con propria ordinanza, a definire i criteri per l’individuazione delle carenze e dei gravi inadempimenti che comportano la cancellazione dei professionisti dall’elenco speciale.  Un provvedimento analogo è previsto anche per la cancellazione delle imprese che saranno depennate dall’Anagrafe in caso di gravi inadempienze legate ai lavori di riparazione o ricostruzione, pubblica o privata.

Ischia, adozione di misure speciali per la sicurezza nei cantieri

Viene estesa alla ricostruzione post terremoto 2017 e post alluvione del 2022 ad Ischia, la possibilità di adozione, da parte del Commissario straordinario, di misure per il controllo e la sicurezza nei cantieri, comprese forme di monitoraggio dei flussi della manodopera, anche tramite tecnologie innovative a carico delle imprese. Tali misure possono prevedere la comunicazione e lo scambio di informazioni con autorità, enti pubblici, parti sociali e datori di lavoro. 

Aumentate le risorse per i Campi Flegrei

Il provvedimento riconosce un contributo di autonoma sistemazione per i cittadini delle aree colpite dai terremoti dei Campi Flegrei del 31 luglio e del 1° agosto. Ne hanno diritto i nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata dichiarata inagibile o sgomberata per l’esecuzione delle verifiche di agibilità. Il contributo va da 400 a 900 euro a seconda della numerosità dei componenti del nucleo familiare e può essere incrementato di ulteriori 200 euro se sono presenti persone di età superiore a 65 anni o persone disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%. A tal fine sono stanziati non più 6 milioni e 375mila euro tra il 2026 e il 2027, bensì 16 milioni e 610mila euro, sempre spalmati nel biennio 2026-27. 

Per la riparazione dei danni e per la riqualificazione sismica delle abitazioni (prime case) danneggiate dai sismi sono stanziati 100 milioni di euro da utilizzare tra il 2026 e il 2027. Il termine per la presentazione delle domande di  contributo  è fissato secondo le modalità stabilite con delibere di giunta dai comuni interessati, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore decreto, ossia entro il 7 settembre 2026. Sono inoltre estesi ai sismi dei mesi da maggio a settembre 2025 e del 21 maggio 2026 i contributi per il ripristino e la riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio. È altresì prorogata al 31 dicembre 2027 l’erogazione dei contributi per l’autonoma sistemazione in favore dei nuclei familiari sgomberati in conseguenza degli eventi sismici pregressi. Per il ripristino dei servizi pubblici e della funzionalità di infrastrutture strategiche nei comuni di Bacoli e Pozzuoli sono stanziati 1 milione per il 2026 e 1,5 milioni per il 2027.

Alla ricostruzione privata del Centro Italia 60 milioni annui fino al 2051

Per assicurare la prosecuzione dei processi di ricostruzione privata nei territori interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, i relativi stanziamenti sono incrementati di 60 milioni annui dal 2027 al 2051.

Ricostruzione Centro Italia, finanziamento immediato della progettazione

In deroga alle regole sulla programmazione dei lavori (obbligo di predisposizione del programma triennale e dell’elenco annuale dei lavori), il commissario straordinario per la ricostruzione del Centro Italia può disporre l’immediato  finanziamento delle sole attività di progettazione degli interventi di ricostruzione individuati secondo criteri di urgenza, indifferibilità e priorità per il funzionamento delle infrastrutture e dei  servizi  pubblici. La stessa disposizione si applica anche alle operazioni di ricostruzione dei  territori delle regioni Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici del 9 novembre 2022 e del 9 marzo 2023.

Ricostruzione del Centro Italia, gestione straordinaria prorogata al 2029

Per la ricostruzione post sisma nel centro Italia, il termine della gestione straordinaria è prorogato fino al 31 dicembre 2029 e sono stanziati per questo 59 milioni annui dal 2027 al 2029. Il decreto disciplina anche il passaggio al Commissario straordinario del Governo delle attività e delle funzioni di protezione civile non suscettibili di rientro in ordinario, in vista della scadenza dello stato di emergenza. È individuato il primo cratere degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 nei territori dei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, in favore dei quali sono previste misure per la stabilizzazione del personale degli Uffici speciali per la ricostruzione e agevolazioni fiscali per gli anni d’imposta 2027 e 2028, nel limite di 2 milioni di euro per ciascuna annualità. Le strutture d’emergenza realizzate a seguito del sisma del centro Italia del 2016 sono assegnate in proprietà, a titolo gratuito, ai comuni nei cui territori sono ubicate. 

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