: Patrimonio Casa di CDP nel Piano Casa

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18/06/2026 – Salta dal Piano Casa il Patrimonio Casa di CDP, il veicolo finanziario che avrebbe dovuto incanalare verso l’housing sociale le risorse PNRR annunciate dal Governo nella revisione finale del Piano.

L’emendamento dei Relatori alla legge di conversione del Piano Casa, che introduceva il Patrimonio destinato all’abitare sociale, non è stato recepito nel testo licenziato dalla Commissione Ambiente della Camera per l’esame in Aula.

La misura avrebbe dovuto costituire la cornice normativa per trasferire a Cassa Depositi e Prestiti fino a 1,2 miliardi di euro, subordinatamente al via libera europeo alla rimodulazione del PNRR. L’operazione, secondo quanto riferito dal MIT, non sarebbe però abbandonata: l’intervento dovrebbe essere inserito in una norma all’interno di un decreto di prossima adozione.

La misura avrebbe tradotto in norma la rimodulazione del PNRR illustrata il 3 giugno dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.

In quell’occasione, il Governo aveva annunciato la destinazione di 1 miliardo di euro all’housing con obiettivo di efficientamento energetico e di 200 milioni di euro all’edilizia residenziale pubblica, per far scorrere le graduatorie dei finanziamenti alle case popolari.

L’emendamento 8.017 inseriva nel decreto Piano Casa (DL 66/2026) la cornice giuridico-finanziaria per l’utilizzo di queste risorse. Dopo il ritiro dell’emendamento, l’operatività della misura resta legata sia al via libera europeo alla revisione del PNRR sia all’adozione di una nuova norma.
 

Patrimonio Casa, il nuovo strumento presso CDP

L’emendamento 8.017 alla legge di conversione del Piano Casa (DL 66/2026) presentato dai Relatori proponeva di introdurre il Patrimonio destinato all’abitare sociale, denominato “Patrimonio Casa”: un veicolo da costituirsi presso Cassa Depositi e Prestiti per sostenere iniziative di edilizia sociale ed edilizia convenzionata.

La norma proposta autorizza il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a trasferire a Cassa depositi e prestiti, mediante apporto di capitali, 5 milioni di euro per il 2026 e 5 milioni di euro per il 2027. Con queste risorse, CDP potrà costituire un patrimonio destinato, ai sensi dell’articolo 2447-bis del Codice civile, previa deliberazione del proprio Consiglio di amministrazione e informativa all’assemblea dei soci.

Il patrimonio sarà denominato Patrimonio Casa e avrà l’obiettivo di sostenere, anche mediante investimenti indiretti, iniziative di edilizia sociale o convenzionata. Gli interventi potranno riguardare il recupero, la rifunzionalizzazione, la sostituzione edilizia, la riqualificazione energetica e la rigenerazione urbana abitativa.
 
L’obiettivo è incrementare l’offerta di alloggi sociali, coerenti con i criteri del DM 22 aprile 2008 del Ministero delle Infrastrutture, oppure di abitazioni a canone o prezzo calmierato, inferiori ai valori di mercato.

L’emendamento prevede che gli interventi siano realizzati in via prioritaria nei Comuni ad alta tensione abitativa.
 

 

Dal PNRR previsti fino a 1,2 miliardi di euro​

Secondo il testo dell’emendamento, la dotazione iniziale del Patrimonio Casa è pari a 10 milioni di euro nel biennio 2026-2027. Il cuore della misura è però la possibilità di trasferire a CDP ulteriori risorse assegnate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito della revisione del PNRR.

La relazione tecnica precisa, infatti, che il nuovo strumento avrebbe potuto accogliere ulteriori risorse PNRR, fino a 1,2 miliardi di euro, qualora la riallocazione fosse stata approvata nell’ambito della revisione del Piano.

Si tratta delle risorse già richiamate dal Governo nella revisione finale del PNRR: 1 miliardo di euro per l’housing efficiente e 200 milioni di euro per l’edilizia residenziale pubblica. L’emendamento, quindi, costituisce lo strumento attraverso cui attuare la rimodulazione annunciata dal Governo.

Il trasferimento delle risorse resta quindi legato all’approvazione della revisione del PNRR da parte delle istituzioni europee. Per questo la norma prevedeva, nell’immediato, una dotazione limitata e definisce l’architettura del Patrimonio Casa in vista dell’eventuale arrivo delle risorse PNRR.
 

Housing sociale, recupero e riqualificazione energetica

Sempre secondo il testo dell’emendamento, il Patrimonio Casa potrà operare attraverso la sottoscrizione di quote di un comparto dedicato o di classi di quote dedicate di fondi immobiliari già costituiti da Cassa depositi e prestiti o da società da essa controllate.

Ci sarà la possibilità di utilizzare strumenti già attivi nel settore dell’abitare sociale, in modo da indirizzare le risorse verso interventi con tempi di attuazione compatibili con le scadenze del PNRR.

Il funzionamento del Patrimonio Casa sarà disciplinato da una convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, CDP e le società di gestione del risparmio immobiliare controllate dalla stessa CDP. La convenzione dovrà definire le modalità di trasferimento delle risorse, la durata del patrimonio, il periodo di investimento, le politiche di investimento e i criteri di selezione degli interventi.

Dovrà inoltre disciplinare gli obblighi informativi e di rendicontazione, il monitoraggio sull’impiego delle risorse, lo stato di avanzamento degli interventi e gli impatti sociali conseguiti. Le somme spettanti a CDP per le attività svolte non potranno superare il 2% delle risorse trasferite per ciascun esercizio finanziario.
 

 

Nessuna garanzia pubblica di rendimento

L’emendamento precisa che gli apporti al Patrimonio Casa non saranno assistiti da garanzie di rendimento, meccanismi di copertura delle perdite o obblighi di restituzione a carico di Cassa depositi e prestiti.

I proventi eventualmente spettanti al Ministero resteranno acquisiti al patrimonio e saranno destinati a ulteriori investimenti coerenti con le finalità della misura, secondo criteri di rotatività.

Alla scadenza del patrimonio, le eventuali somme residue spettanti al Ministero saranno restituite all’entrata del bilancio dello Stato e versate al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

L’attuazione della misura dovrà avvenire nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, concorrenza e affidamento dei contratti pubblici, oltre che della normativa nazionale sugli organismi di investimento collettivo del risparmio e sui soggetti vigilati.
 

La copertura iniziale del Patrimonio Casa

Come detto, per l’avvio del Patrimonio Casa, l’emendamento prevedeva una copertura di 10 milioni di euro complessivi.

5 milioni di euro per il 2026 sarebbero stati coperti mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa prevista dal DL 73/2025 per programmi e progetti di riqualificazione e mitigazione urbanistica collegati alla realizzazione del lotto Battipaglia-Romagnano della linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria.

I 5 milioni di euro per il 2027 mediante riduzione del fondo speciale di conto capitale del Ministero dell’economia e delle finanze, utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Lo stesso emendamento rimodulava dal triennio 2026-2028 al triennio 2027-2029 gli stanziamenti previsti dal DL 73/2025 per gli interventi connessi alla linea ferroviaria Battipaglia-Romagnano.
 

Piano Casa, gli altri emendamenti dei Relatori

Un altro emendamento non andato a buon fine, il 9.019, interveniva sul riuso e la valorizzazione a fini sociali del patrimonio immobiliare pubblico non utilizzato. La proposta consentiva la cessione, anche separata, di immobili di proprietà dello Stato, degli enti territoriali e delle altre pubbliche amministrazioni, anche ad uso abitativo, se non utilizzati, non redditizi, non strumentali o sottoutilizzati.

Gli immobili avrebbero potuto essere destinati a interventi di recupero e valorizzazione per progetti di edilizia sociale, con applicazione delle semplificazioni già previste dal Piano Casa per gli interventi di ristrutturazione, demolizione e ricostruzione e per l’approvazione dei progetti in conferenza di servizi.

Infine, l’emendamento 2.107 – unico approvato dei tre – modifica il programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica e sociale. Tra le novità, l’inclusione diretta degli enti territoriali tra i soggetti attuatori, una maggiore flessibilità nella presentazione delle proposte e una delimitazione più puntuale dei poteri del Commissario straordinario.
 

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