Il caso dell’ampliamento della tramvia di Marsiglia mostra come un ACDat/CDE possa diventare uno strumento operativo di coordinamento tecnico, non solo un archivio di modelli e documenti.
L’esperienza di Egis con Catenda Hub evidenzia il valore della consultazione web dei modelli, della gestione delle issue e della tracciabilità delle decisioni in un progetto infrastrutturale di 7 km, 130 modelli e quasi 370 problemi tecnici gestiti.
Nei progetti infrastrutturali complessi, la gestione delle informazioni digitali è sempre più strategica per garantire coordinamento, controllo tecnico e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Modelli informativi, documenti digitali e piattaforme collaborative permettono di superare modalità di scambio basate su e-mail, file locali e revisioni frammentate, favorendo processi più tracciabili, condivisi e accessibili.
Il tema diventa ancora più rilevante nelle infrastrutture lineari, dove l’estensione fisica dell’opera, la molteplicità delle discipline e il numero di stakeholder possono rendere complesso mantenere allineati dati, decisioni e responsabilità. In questo scenario, il valore del BIM non dipende soltanto dalla qualità del modello prodotto, ma dalla capacità di renderlo davvero utilizzabile nelle attività quotidiane di coordinamento.
L’Ambiente di Condivisione dei Dati, o Common Data Environment, assume quindi un ruolo centrale nella metodologia BIM: non è semplicemente un deposito di file, ma un ecosistema digitale in cui informazioni, modelli e documenti possono essere consultati, commentati, validati e aggiornati durante l’intero sviluppo del progetto.
Il caso studio presentato da Egis per l’ampliamento della tramvia di Marsiglia, basato sull’utilizzo di Catenda Hub, è interessante proprio per questo: mostra come un ACDat accessibile via web possa rendere i modelli BIM fruibili non solo dagli specialisti, ma anche da project manager, tecnici di disciplina e stakeholder coinvolti nelle revisioni tecniche.
Il progetto di ampliamento della tramvia di Marsiglia, in Francia, comprende 7 km di nuove infrastrutture di trasporto e un sito di manutenzione e stoccaggio.
Attraverso l’utilizzo di Catenda Hub, Egis ha sviluppato nuove modalità di collaborazione e controllo tecnico del progetto, concentrando il lavoro sui modelli digitali e sulla loro condivisione all’interno di un ambiente collaborativo.

I numeri chiave del caso
| Elemento | Dato |
| Nuova infrastruttura di trasporto | 7 km |
| Presenza di un sito di manutenzione e stoccaggio | Sì |
| Durata del progetto | 18 mesi |
| Problemi tecnici emersi e tracciati | quasi 370 |
| Modelli informativi gestiti | 130 |
| Ambiente collaborativo utilizzato | Catenda Hub |
La dimensione del progetto e la presenza di numerosi modelli e discipline rendevano essenziale disporre di un metodo di coordinamento capace di collegare informazioni, verifiche e decisioni. In un progetto di questo tipo, infatti, il modello non può restare un oggetto consultabile da pochi specialisti: deve diventare un riferimento comune per comprendere interferenze, criticità e alternative progettuali.
Le revisioni tecniche rappresentano una fase fondamentale nella progettazione di un’opera. Il project manager ha il compito di coordinare i soggetti coinvolti, garantire la corretta integrazione spaziale e funzionale degli oggetti e individuare eventuali incongruenze. Sono anche momenti necessari per riallineare i tecnici specialisti alle ultime revisioni del progetto.
Nei progetti precedenti, tuttavia, Egis aveva riscontrato una criticità ricorrente: il modello digitale risultava spesso difficile da comprendere e da utilizzare per i tecnici non specializzati. Per consultarlo era necessario conoscere strumenti di modellazione o visualizzazione 3D, disporre di software aggiornati e saper navigare tra modelli, oggetti e contenuti informativi.
Il risultato era che, a parte poche persone qualificate, pochissimi stakeholder riuscivano a lavorare con i modelli e con i relativi contenuti nelle proprie attività quotidiane. Questa distanza tra modello e processo operativo rappresentava un ostacolo che Egis voleva evitare nel progetto di Marsiglia.
Integrando fin dalle prime fasi di progettazione la piattaforma collaborativa Catenda Hub, il team ha impostato un’esperienza diversa nell’utilizzo dei modelli digitali: il modello non più come ambiente riservato agli specialisti BIM, ma come spazio comune per il confronto tecnico.
Con Catenda Hub è diventato possibile per tutti gli attori coinvolti, non solo per gli specialisti BIM, navigare il modello di progetto e consultarne il contenuto. La collaborazione avviene tramite un’applicazione web accessibile via internet, rendendo più semplice l’accesso alle informazioni anche per chi non utilizza quotidianamente software di authoring o visualizzazione avanzata.
L’aspetto più significativo del caso non riguarda soltanto l’adozione di una piattaforma, ma il cambio di processo: le conversazioni tecniche vengono collegate a oggetti o ambienti specifici del modello e possono essere gestite fino alla loro chiusura. In questo modo il modello diventa il punto di partenza delle discussioni durante le fasi di coordinamento e verifica.
Per interrogare il progetto non è necessario evidenziare planimetrie o scambiare bozze via e-mail: le comunicazioni possono essere aperte direttamente nel contesto informativo del modello, evitando la dispersione delle comunicazioni e rendendo più chiaro il collegamento tra problema, posizione, responsabilità e decisione.
Dal caso studio
“In order to discuss the project, there is no need to highlight plans or exchange sketches by e-mail: Catenda Hub is able to support technical conversations centered on objects or specific places of the model and to manage them right through to their closure.”
Nicolas Ferrara, BIM Manager, Egis
Nel progetto di Marsiglia, la possibilità di creare note e segnalazioni direttamente nel modello, discutere le problematiche, assegnare compiti e gestirli tramite una dashboard ha reso il lavoro più fluido e ha facilitato la collaborazione tra ingegneri e architetti.
Con Catenda Hub, documenti tecnici e comunicazioni risultano accessibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tutte le parti interessate possono consultare le versioni aggiornate del modello, analizzare documenti e modelli prodotti dagli altri team e confrontarsi online in modo tracciabile.
Durante le analisi in cantiere e lungo i 7 km di infrastrutture sono emersi quasi 370 problemi tecnici da risolvere. Questa base informativa in Catenda Hub, assimilabile a un registro strutturato delle questioni aperte, ha permesso al Project Manager di Egis di ottimizzare le riunioni sui temi da discutere in presenza, mantenendo traccia delle decisioni prese e delle questioni da approfondire successivamente.

La gestione delle issue ha quindi trasformato la revisione tecnica in un processo più continuo: non solo una sequenza di incontri, ma un sistema di tracciamento in cui ogni criticità può essere localizzata, discussa, assegnata e monitorata fino alla chiusura.
L’esperienza di Marsiglia ha mostrato al team di Egis che, con un modello condiviso, il Project Manager non è più l’unico punto di riferimento per l’identificazione e la gestione dei problemi. L’accesso al modello da parte di tutti consente di valorizzare le esperienze e i punti di vista di ciascun membro del progetto, sfruttando pienamente l’intelligenza collettiva del team.
I progetti complessi, come l’estensione della tramvia di Marsiglia, coinvolgono specialisti di discipline molto diverse. Il modello digitale gestito in Catenda Hub non cambia il lavoro dei singoli specialisti, ma diventa uno strumento comune che facilita la comprensione reciproca senza bisogno di spiegazioni aggiuntive.
Questo passaggio è particolarmente importante: il valore del CDE non sta solo nel rendere disponibili i file, ma nel creare un contesto condiviso in cui le persone possano leggere lo stesso problema, sulla stessa porzione di modello, con lo stesso set di informazioni aggiornate.
Il progetto della tramvia di Marsiglia, durato 18 mesi, ha dimostrato a Egis come un Ambiente di Condivisione Dati possa rendere i modelli accessibili a tutti e facilitare una collaborazione efficace. La piattaforma ha reso più semplice l’uso quotidiano di documenti e modelli digitali, trasformando la collaborazione digitale in un vantaggio operativo.
Collaborare con i modelli può sembrare naturale, ma il progetto ha mostrato che serve ancora una maggiore interoperabilità tra i diversi strumenti BIM e una gestione organizzata dei dati. Nel caso di Marsiglia, la complessità informativa era rappresentata anche dalla gestione di 130 modelli.
La gestione dei flussi informativi richiede quindi competenze nella metodologia BIM e un rigoroso follow-up delle attività. Grazie all’esperienza e alla pratica BIM consolidate all’interno del team, l’approccio si è rivelato molto più efficace di quanto sarebbe stato altrimenti.
Il caso della tramvia di Marsiglia dimostra che il coordinamento BIM nelle infrastrutture non può essere ridotto alla produzione di modelli digitali. Il valore emerge quando il modello diventa un ambiente condiviso per leggere il progetto, discutere le criticità, assegnare responsabilità e tracciare le decisioni.
L’utilizzo di Catenda Hub da parte di Egis ha permesso di rendere più accessibili modelli e documenti, supportare le revisioni tecniche e gestire in modo strutturato le problematiche emerse lungo i 7 km di infrastruttura. Allo stesso tempo, l’esperienza conferma che la collaborazione digitale richiede interoperabilità, gestione ordinata dei dati, competenze BIM e disciplina nel follow-up.
Per i progetti infrastrutturali complessi, la lezione è chiara: il CDE non è soltanto il luogo in cui si depositano le informazioni, ma lo spazio in cui le informazioni diventano azione, coordinamento e decisione.
Fonte: Sito Catenda
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