La macchina riconfigurabile: la sfida della personalizzazione di massa secondo B&R
I costruttori di macchine si trovano a gestire lotti piccoli, cambi formato rapidi, domanda volatile e difficoltà nel reperire operatori specializzati. La competitività si gioca sulla capacità di cambiare prodotto, layout e logica operativa senza ripartire da zero. B&R, fornitore di automazione industriale per costruttori di macchine e divisione Machine Automation del gruppo ABB, ha sviluppato una strategia che combina meccatronica avanzata, simulazione, software, AI e azionamenti più efficienti. I clienti finali richiedono batch di produzione più piccoli e macchine che si riconfigurino velocemente. Il fenomeno è evidente nel packaging, nell’assemblaggio medicale e nelle macchine di assemblaggio in generale. La produzione di massa non scompare, ma deve convivere con lotti ridotti, personalizzazioni frequenti e fluttuazioni di domanda più marcate.
Il CTO globale di B&R, Stefan Schönegger, descrive il cambiamento come una trasformazione progressiva: le macchine esistenti continuano a lavorare mentre nuove funzionalità vengono innestate sui sistemi già installati. L’obiettivo non è ricostruire l’intera macchina ma potenziarla con nuove funzionalità per essere più flessibili e adattivi. La riconfigurabilità diventa la risposta industriale alla mass customization. La strategia di prodotto di B&R si basa su piattaforme meccatroniche come ACOPOS 6D e ACOPOStrak, che introducono nuovi paradigmi di movimentazione flessibile, e su software come Launch Pad e ACOPOStrak Designer, che consentono di progettare, simulare e validare rapidamente nuovi layout produttivi. A queste si affiancano soluzioni come ACOPOS M4, focalizzate su efficienza energetica e sostenibilità.
Meccatronica e software per superare i vincoli meccanici
Per B&R la riconfigurabilità passa prima di tutto dalla meccatronica. Carlo Cuppini, direttore vendite di B&R Italia, spiega che per costruire macchine più adattabili occorre abbandonare, almeno in parte, le soluzioni meccaniche tradizionali e introdurre sistemi riconfigurabili via software. I sistemi a carrelli indipendenti, la levitazione magnetica e la robotica avanzata rientrano in questa categoria. Una macchina vincolata dalla meccanica impone compromessi rigidi: camme, trasmissioni, layout difficili da modificare. Una macchina basata su assi indipendenti, carrelli controllati singolarmente o mover a levitazione magnetica consente di modificare la sequenza produttiva, il percorso, i tempi di processo e la distribuzione delle stazioni con un livello di libertà molto superiore. Cuppini osserva che per affrontare questa sfida serve una mente molto aperta e mettere in discussione gli schemi costruttivi tradizionali. Il punto critico è economico: trovare il layout che risolve il problema produttivo e giustifica il costo della tecnologia.
Il software e la simulazione diventano il grimaldello della riconfigurabilità. Non si tratta solo di programmare una macchina dopo averla progettata, ma di usare il software per esplorare rapidamente molte configurazioni possibili, stimarne la produttività, valutarne il costo e arrivare al layout più adatto prima della realizzazione fisica. ACOPOS 6D Launch Pad consente la messa in servizio virtuale completa, inclusa la pianificazione del percorso, i controlli di collisione e la convalida del layout, molto prima che l’hardware sia disponibile. Con un’interfaccia HTML, anche chi non è programmatore può impostare un layout ipotetico, definire le stazioni di processo, indicare i tempi e ottenere la simulazione del ciclo macchina. Il sistema genera automaticamente i profili di moto, emula in tempo reale il comportamento dei carrelli e mostra la cadenza ottenibile. Se il risultato non è soddisfacente, il progettista modifica la configurazione con drag and drop, senza scrivere codice. Quando il layout è validato, il software produce anche il codice da eseguire sulla macchina. Lo stesso principio vale per ACOPOStrak, la famiglia di carrelli indipendenti su binari: con ACOPOStrak Designer la progettazione si sposta verso un ambiente in cui layout, prestazioni e logica di movimento vengono verificati prima.
Azionamenti compatti, robotica direct drive e AI operativa
La riconfigurabilità richiede una base di automazione coerente. Accanto alle soluzioni per la movimentazione flessibile, B&R propone azionamenti compatti come ACOPOS X2 e ACOPOS X4 per pilotare motori brushless a bassa potenza, pensati per applicazioni entry-level. Il salto più rilevante è ACOPOS M4, che utilizza una tecnologia Mosfet multi-level brevettata al posto dell’architettura tradizionale basata su IGBT. Il risultato è un ingombro ridotto del 60% rispetto a un azionamento tradizionale, a parità di performance e potenza, e un’efficienza energetica del 99%. Meno energia dissipata significa meno calore, più compattezza, minori consumi e macchine più sostenibili anche dal punto di vista del costo di esercizio. Nella stessa direzione va il Power Panel C650, che integra pannello operatore e controllo macchina, adatto anche ad applicazioni con motion e robotica.
Nel capitolo robotica, B&R cita il nuovo robot delta con motori direct drive, nei quali vengono eliminati i riduttori tra motori e bracci. L’obiettivo è duplice: da un lato togliere dalla macchina una possibile fonte di inquinamento in ambienti come il pharma o l’alimentare, dove la sterilizzazione è critica; dall’altro, ridurre i problemi di manutenzione e perdita di precisione generati dall’usura dei riduttori. La logica è semplificare la macchina togliendo componenti che generano vincoli, manutenzione e rischio operativo.
L’intelligenza artificiale entrerà da due lati. Secondo Schönegger, entro tre anni non ci sarà più un sistema senza data analytics e senza AI. Da una parte supporterà programmazione ed engineering, dall’altra lavorerà sulla macchina in esercizio per diagnosi, manutenzione predittiva e performance management. I sistemi di sviluppo e configurazione di B&R sono basati su file testuali aperti, il che rende più naturale l’integrazione con i large language model: l’AI può leggere, interpretare, generare, testare e validare parti estese del progetto di automazione. L’obiettivo non è assistere solo nella scrittura del codice, ma aiutare l’utente a configurare l’intero progetto. Due casi concreti già citati sono la visione artificiale per l’ispezione qualità e la diagnostica operativa, dove l’AI aggrega dati macchina, manuali e ticket di supporto per proporre soluzioni contestuali agli allarmi.
Cybersecurity e co-sviluppo con gli OEM italiani
La logica software-defined porta con sé il tema dell’aggiornabilità continua. Schönegger sottolinea che la cybersecurity introduce prima di tutto un cambiamento culturale. Storicamente il costruttore spediva una macchina con l’obiettivo di farla funzionare a lungo. Ora una macchina connessa deve essere aggiornata perché ogni nuovo attacco identificato richiede correzioni e patch. Questo impone piattaforme progettate per essere aggiornate in modo semplice, sia dal fornitore di automazione verso il costruttore sia dal costruttore verso le macchine installate. Non tutti gli aggiornamenti hanno la stessa urgenza: alcuni richiedono un’interruzione della produzione, altri possono essere programmati nel ciclo di manutenzione successivo. Il criterio assomiglia a quello della manutenzione predittiva: sapere quando intervenire in base alla criticità.
La strategia italiana di B&R parte dal packaging ma si estende all’assemblaggio medicale, all’assemblaggio in generale e all’energia. Cuppini evidenzia che l’approccio che ha sempre pagato è fare innovazione tecnologica a quattro mani, in co-development insieme ai clienti. Significa ascoltare gli OEM, capire insieme quali frontiere tecnologiche hanno davvero valore e investire dove la tecnologia può generare vantaggio competitivo. L’integrazione tra PLC, azionamenti, visione, robotica e altri sottosistemi viene assorbita dalla piattaforma. Il costruttore può così dedicare tempo e competenze a maggiore performance, maggiore flessibilità e processo più innovativo. Schönegger vede nell’Italia un bacino di crescita per la qualità dei costruttori di macchine, in particolare nei settori consumer packaged goods e pharma, dove gli OEM italiani hanno competenze forti. La crescita non passa dalla sostituzione della meccanica con il software, ma da un nuovo equilibrio: meccatronica più libera, software più vicino al processo, AI dentro l’ingegneria e piattaforme pensate per evolvere.
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