: Direttiva Case Green, le richieste di Cortexa al Senato

27/10/2026 – Inserire il recepimento della direttiva Case Green nella legge di delegazione europea 2026 e prevedere incentivi pluriennali per la riqualificazione energetica degli edifici, accessibili anche agli incapienti fiscali e alle famiglie che non dispongono della liquidità necessaria per avviare i lavori.
 
Sono le principali richieste avanzate da Cortexa, l’associazione nazionale dei produttori di sistemi di isolamento termico a cappotto, nel corso dell’audizione del 20 ottobre scorso nell’ambito dell’esame del disegno di legge di delegazione europea 2026 (A.S. 2025), davanti all’Ufficio di Presidenza della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato.
 
Il presidente di Cortexa Filippo Colonna ha presentato le istanze condivise da 16 organizzazioni della filiera dell’isolamento e della riqualificazione energetica.
 
L’obiettivo è accompagnare l’attuazione della direttiva (UE) 2024/1275, nota come EPBD IV o Direttiva Case Green, con strumenti finanziari accessibili, risorse programmate e interventi prioritari sugli edifici meno efficienti e sulle abitazioni delle famiglie più vulnerabili.
 

Direttiva Case Green, Cortexa chiede la delega per il recepimento

Nel corso dell’audizione, Cortexa ha chiesto di integrare nella legge di delegazione europea 2026 la delega per il recepimento della Direttiva Case Green, assente dal testo originario del ddl.
 
L’associazione propone una disposizione specifica che definisca criteri attuativi, tempi certi e collegamenti con il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici e chiede di rendere pubblici i principi e i criteri direttivi predisposti per il recepimento della direttiva e di avviare tempestivamente la consultazione pubblica sul Piano nazionale, prevista dall’articolo 3 della EPBD IV.
 
La direttiva fissava al 29 maggio 2026 il termine per il recepimento da parte degli Stati membri. Per il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, il calendario europeo prevedeva la trasmissione del primo progetto entro il 31 dicembre 2025 e della versione definitiva entro il 31 dicembre 2026.
 

Direttiva Case Green, a che punto è il recepimento in Italia

Il decreto legislativo di recepimento potrà essere adottato solo dopo l’approvazione della legge di delegazione europea 2026. Il disegno di legge è all’esame della Commissione Politiche UE del Senato in sede referente.
 
Il ministro per gli Affari europei e il PNRR, Tommaso Foti, ha annunciato il 10 settembre che il Governo inserirà la direttiva con un emendamento durante l’esame parlamentare.
 
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha riferito l’8 ottobre che il Ministero ha già trasmesso una bozza dei principi e criteri direttivi per il recepimento e sta predisponendo lo schema di decreto legislativo.
 
Nella seduta del 20 ottobre, la Commissione Politiche UE del Senato ha fissato al 30 ottobre il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno.
 
Sul fronte del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, la Commissione europea ha emesso, all’inizio di ottobre, un parere motivato nell’ambito della procedura di infrazione avviata a marzo 2026 per la mancata trasmissione della bozza, attesa entro il 31 dicembre 2025.
 
L’Italia ha due mesi per rispondere e presentare il documento. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà deferire il Paese alla Corte di giustizia dell’Unione europea. La procedura riguarda il mancato invio del Piano, non il recepimento legislativo della direttiva.
 

Povertà energetica, la riqualificazione deve essere accessibile alle famiglie fragili

Tra le ragioni sociali del recepimento, Cortexa richiama la povertà energetica. Secondo i dati dell’Osservatorio italiano sulla povertà energetica (OIPE), nel 2024 circa 2,4 milioni di famiglie, il 9,1% del totale, si trovavano in questa condizione. Abitazioni con elevate dispersioni termiche in inverno e surriscaldamento estivo comportano costi energetici difficili da sostenere e, in alcuni casi, la rinuncia a un adeguato comfort abitativo.
 
Secondo Cortexa, il recepimento della direttiva, accompagnato da un Piano nazionale e da strumenti finanziari accessibili, potrebbe contribuire a ridurre questi disagi. Incentivare gli interventi non basta, però, se le agevolazioni restano inaccessibili agli incapienti fiscali o a chi non dispone delle risorse iniziali per finanziare i lavori.
 

Incentivi pluriennali, contributi diretti e cessione selettiva del credito

Per sostenere la riqualificazione energetica, Cortexa propone un sistema di incentivi prestazionali di medio-lungo periodo per l’isolamento dell’involucro edilizio, coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050. Gli incentivi dovrebbero essere accompagnati da regole che rendano effettivamente realizzabili gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali.
 
Per gli incapienti e le famiglie economicamente fragili, l’associazione propone contributi diretti prenotabili o, in alternativa, una cessione selettiva del credito a intermediari vigilati, con plafond, limiti di spesa e controlli. A questi strumenti potrebbero affiancarsi garanzie e prestiti sostenibili per finanziare la quota di investimento non coperta dagli incentivi. Le misure, secondo Cortexa, dovrebbero essere coordinate per evitare sovrapposizioni e duplicazioni delle agevolazioni sulle medesime spese.
 

Riqualificazione energetica, aiuti legati alle prestazioni e lavori per fasi

Un altro elemento della proposta riguarda il collegamento tra sostegni economici e risultati effettivamente ottenuti dagli interventi. Cortexa propone di graduare gli incentivi sulla base delle prestazioni energetiche, verificando due indicatori:
 

  • EPgl,tot, l’indice di prestazione energetica globale espresso in energia primaria totale;
  • EPH,nd, l’indice del fabbisogno termico utile per il riscaldamento.

 
L’associazione suggerisce inoltre di consentire interventi di riqualificazione realizzati per fasi, purché inseriti in un progetto complessivo che definisca la sequenza dei lavori, l’obiettivo energetico finale e i risultati da verificare.
 
Questa impostazione consentirebbe di programmare gli interventi nel tempo, evitando di dover rifare lavorazioni già eseguite o di installare impianti sovradimensionati rispetto al fabbisogno dell’edificio riqualificato.
 
Cortexa propone anche di coordinare gli incentivi con i programmi per gli edifici pubblici e con gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili, sulla base della fattibilità tecnica ed economica degli interventi.
 

Isolamento termico dell’involucro e dimensionamento degli impianti

Le richieste dell’associazione si fondano sul principio Energy Efficiency First, che attribuisce priorità alla riduzione del fabbisogno energetico. Applicato alla riqualificazione, comporta di valutare prima gli interventi sull’involucro e di dimensionare poi gli impianti sul fabbisogno residuo dell’immobile. Secondo Cortexa, una riduzione strutturale della domanda di energia contribuirebbe anche a contenere l’esposizione delle famiglie alle oscillazioni dei prezzi energetici.
 
Le analisi del Centro Studi Cortexa sugli edifici dotati di isolamento a cappotto indicano riduzioni potenziali dei consumi energetici fino al 45% e delle emissioni di CO₂ fino al 50%, oltre a una possibile diminuzione del 50% dei consumi per il raffrescamento. Si tratta di stime elaborate su edifici tipo e non di risultati automaticamente raggiungibili in tutti gli immobili.
 
L’associazione richiama inoltre i dati ENEA sugli interventi incentivati con l’Ecobonus, secondo i quali, nella media di lungo periodo, la coibentazione dell’involucro presenta il costo per kWh risparmiato più basso tra le categorie di intervento considerate.
 

Progettazione, posa e controlli per la qualità degli interventi

Per Cortexa, l’attuazione della direttiva Case Green dovrebbe garantire non soltanto l’accesso alle agevolazioni, ma anche la qualità tecnica degli interventi. L’associazione propone di rafforzare l’attenzione alla corretta progettazione e posa dei sistemi di isolamento, con controlli su materiali, sistemi e prestazioni dichiarate, e di assicurare concorrenza e pluralità degli operatori, evitando privilegi contrattuali.
 
Per facilitare l’accesso agli interventi, suggerisce sportelli di assistenza per famiglie e condomìni e un tavolo permanente tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e le associazioni della filiera, per definire requisiti tecnici, qualità esecutiva e monitoraggio dei risultati.
 

Incentivi stabili per sostenere la filiera della riqualificazione energetica

La richiesta di una programmazione pluriennale riguarda anche la capacità delle imprese di organizzare produzione, formazione, occupazione e investimenti. Secondo Cortexa, negli ultimi anni le aziende del comparto hanno investito sulla base di scadenze e prospettive successivamente modificate o cancellate, con conseguenze sulla possibilità di pianificare le attività.
 
Il Centro Studi dell’associazione stima una contrazione del 55% dei volumi del mercato negli ultimi tre anni. Il dato deriva da un’analisi che comprende anche previsioni relative al 2026. Per l’associazione, l’assenza di programmi stabili potrebbe determinare una perdita di capacità produttive e competenze professionali necessarie per realizzare gli interventi di riqualificazione energetica previsti nei prossimi anni.
 
La definizione di un quadro normativo e finanziario di medio-lungo periodo viene quindi considerata essenziale sia per sostenere gli investimenti privati sia per consentire alle imprese della filiera di programmare le proprie attività.
 

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